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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buongiorno, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Partendo dal libro Il volto dell'assassino di Amy McLellan (trovate la recensione sul blog) vi parlo di prosopagnosia, disturbo del quale è affetta la protagonista del libro.

Autore: Amy McLellan
Traduzione: Maria Elisabetta De Medio
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2020 Link d'acquisto: https://amzn.to/31C3nor
In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella. Ma lei sa che …

#16 Dipendenza da cibo. Comprendere le origini dei disturbi alimentari a partire dalla biologia dell'Appetito.

Oggi pomeriggio inauguro la mia collaborazione con la Casa Editrice Caravaggio pubblicando la recensione di Dipendenza da cibo. Comprendere le origini dei disturbi alimentari a partire dalla biologia dell'Appetito di Matteo Pacini. Torno un po' nel mio elemento, la Psicologia. E' servito anche a me questo manuale per rinfrescare alcune nozioni, non fa mai male fare un ripasso ;) 



Autore: Matteo Pacini
Editore: Caravaggio Editore
Pagine: 155
Data di pubblicazione: 6 aprile 2013


SINOSSI

Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco.

“Questo libro è un tentativo di spiegare i meccanismi che fanno di un istinto una malattia. Non è una spiegazione facile, proprio perché non è scontata. La malattia non è il forte istinto. La malattia non è la conseguenza del comportamento. E non è neanche il comportamento in sé – quello di abbuffarsi -, ma la perdita del controllo dell’istinto”.

E’ con queste parole che esordisce l’autore, cercando di spiegare il perché di questo libro. Dipendenza da cibo è un manuale molto chiaro e utile sia per chi si vuole approcciare all’argomento ma anche per chi è del settore. Spesso si usa il termine “anoressico” in modo inappropriato, basta che una persona sia eccessivamente magra che viene etichettata come anoressica ma non è così semplice. Per essere malata la persona deve arrivare a rapportarsi al cibo sempre allo stesso modo. La persona anoressica sa solo evitare il cibo mentre l’obeso sa solo mangiare. Pacini ci spiega come in questi casi l’apprendimento è andato oltre l’utilità fisiologica ed è diventato fonte di sofferenza perché è fuori controllo. Molto interessante ho trovato la distinzione tra fame e appetito che viene riproposta più volte nel corso del libro. L’appetito non parte da una situazione di emergenza, di riserva mentre la fame è intermittente, regolata a interruttore secondo l’alternanza fame/sazietà. Credo di non aver mai pensato a questa distinzione che come invece spiega l’autore è di fondamentale importanza per capire la dipendenza da cibo tanto da proporre il termine “Disturbi del controllo dell’appetito” per parlare di anoressia, bulimia, obesità. Interessante è anche il capitolo sui “Disturbi del comportamento alimentare” in cui si parla di Anoressia nervosa, Bulimia nervosa con i loro sottotipi e di Binge eating syndrome o Disturbo da Alimentazione Incontrollata secondo i criteri dei DSM-IV TR, ossia la penultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ora arrivato alla sua quinta edizione. La lettura di questi criteri fa ben capire di cosa si sta parlando quando si nominano questi disturbi, non si parla di avere qualche chilo di troppo o essere troppo magri, la questione è ben più seria e chi ne soffre merita tutta l'attenzione e il rispetto. L'ultima parte del libro in cui l'autore parla dell'interazione tra psicofarmaci e Disturbi del comportamento alimentare è davvero illuminante, ad esempio l'uso delle amfetamine come farmaci per dimagrire dei quali si faceva uso nei decenni passati è disastroso, da una parte per l'effetto rimbalzo che porta addirittura ad un aumento del peso e, dall'altra perché rinforza il meccanismo psicologico tipico della dipendenza.
In conclusione Dipendenza da cibo lo trovo un manuale davvero ben fatto, chiaro ed esaustivo, da leggere anche solo per fare un po' di chiarezza.

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L'AUTORE
Il Dr. Pacini svolge dal 1998 attività clinica e di ricerca nell’ambito della tossicodipendenza, con particolare riguardo alla dipendenza da alcol, eroina e cocaina, e alla doppia diagnosi psichiatrica. Ha svolto attività clinica presso la Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa e presso il centro alcologico dell’Università La Sapienza, oltre che da sempre come libero professionista.
È autore di numerose pubblicazioni di ricerca e revisione della letteratura sul tema dell’uso di sostanze, delle dipendenze e dei disturbi psichiatrici associati.
Insegna medicina delle dipendenze dal 2011 nell’ambito di corsi post-lauream (specializzazione, master) presso l’Università di Pisa, e in corsi di formazione e aggiornamento professionale.

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