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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buongiorno, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Partendo dal libro Il volto dell'assassino di Amy McLellan (trovate la recensione sul blog) vi parlo di prosopagnosia, disturbo del quale è affetta la protagonista del libro.

Autore: Amy McLellan
Traduzione: Maria Elisabetta De Medio
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2020 Link d'acquisto: https://amzn.to/31C3nor
In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella. Ma lei sa che …

#18 E lo chiamano amore

Buon pomeriggio lettori, oggi pubblico la recensione di E lo chiamano amore di Annamaria Vargiù edito Porto Seguro Editore.


Autore: Annamaria Vargiù
Editore: Porto Seguro Editore
Pagine: 136
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2017
Genere: racconti

DESCRIZIONE
Quelli di “E lo chiamano amore” sono amori fatti di sopraffazione e violenza, sia fisica che psicologica. Sono turpi, dolci illusioni che si trasformano in incubi. E sono oscuri. Amori che si presentano affascinanti e seducenti e finiscono poi per aggrapparsi alla vittima e succhiarne la linfa vitale. Con questa raccolta, Annamaria Vargiù ci presenta sapientemente la faccia più spietata di un sentimento crudele che usurpa il nome di amore. E che spesso costringe al silenzio le stesse vittime.

Il terrore si impadronì di me: era pazzo o solo sadico? Non riuscivo a capirlo. Sapevo solo che era pericoloso, molto pericoloso.
Per quale motivo non ho messo fine a questa tortura? [...] In queste occasioni avrebbe voluto scappare via, riprendersi la sua vita, ma la risposta convincente alla sua incapacità di andarsene era che senza un lavoro, senza un'autonomia economica non avrebbe potuto sopravvivere.
Le tue carezze erano state per me, per tanto tempo, il lieve, dolce massaggio di un'onda. Mi cullavano con delicatezza e mi rendevano felice, mi facevano sentire unica, importante. Non mi accorgevo che ognuna mi portava via una briciola d'anima.
Quanti rapporti, quante relazioni iniziano con buoni propositi, sembrano rose e fiori e si trasformano in un inferno? Quanti uomini prima come fidanzati mostrano la facciata del perfetto innamorato e poi, una volta sposati, calano la maschera e si mostrano per quello che sono realmente ossia delle belve? Purtroppo tanti, troppi come troppe sono le loro vittime. In questa raccolta di racconti di uomini così ce ne sono diversi, c'è chi picchia la moglie, c'è chi la violenta fisicamente e psicologicamente, c'è chi fa il gioco del silenzio come ricatto morale, c'è chi abbandona la moglie per una nuova fiamma. Le tipologie di uomini sono tante ma tutti sono riuniti dalla mancanza di rispetto e dal tradimento della fiducia riposta dalla moglie, dalla compagna di vita. La Vargiù a questi racconti ne aggiunge altri, ampliando il concetto di violenza con le storie di un padre che usa violenza sulla figlia, di un uomo che ne illude un altro ammaliandolo e poi ricattandolo per avere soldi, il tradimento di una sorella e di un fidanzatino. Se dovessi scegliere una parola che unisce i nove racconti è proprio tradimento, il tradimento della fiducia, delle speranze, dei sogni e dei progetti fatti insieme. Ciò che ho apprezzato molto nella scrittura dell'autrice è la sua delicatezza, il rispetto nei confronti dei suoi personaggi perché la Vargiù non descrive in modo morboso le violenze perpetrate,  di alcune scene fornisce solo alcuni elementi lasciando intuire al lettore ciò di cui sta parlando. I racconti sono piuttosto corti ma ciò non toglie che siano completi ed esaustivi, non servono altre parole, è già tutto chiaro. E lo chiamano amore credo sia il titolo perfetto a questa raccolta di racconti perché ciò che spesso appare amore non lo è, purtroppo spesso ci si illude, si coprono occhi e orecchie per non vedere e non sentire perché fa male, troppo male rendersi conto che la fiducia riposta in colui o colei che amavi è stata un grosso errore. Anche la copertina è piuttosto eloquente, ogni atto di violenza, ogni tradimento crea una crepa in chi la subisce, poi purtroppo c'è chi si spezza, chi si sbriciola come un vaso rotto e chi invece ha la forza di rimettere insieme i cocci e riassemblare la propria persona, la propria vita. Non posso fare altro quindi che consigliarne la lettura nel rispetto di chi purtroppo da tali situazioni non ne è uscito vincitore.
L'AUTRICE
Anna Maria Vargiù è nata e vive a Napoli, dove insegna Lingua e Letteratura Francese in un liceo. Esperta di linguaggio cinetelevisivo e autrice di molteplici lavori per il teatro, dopo le riuscite irruzioni sui territori del racconto breve, con la pubblicazione dei suoi testi in numerose antologie e la sua raccolta “Il colore delle storie”, l’autrice ha compiuto il passo in direzione del romanzo, pubblicando “Oltre l’orizzonte” nel 2011. Con Porto Seguro Editore ha pubblicato “Il poeta e il pendolo”.

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