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#92 Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie

Buongiorno, oggi pubblico la recensione di Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie, edito Macabor Editore che ringrazio per la copia digitale.

 Autore: Salvatore La Moglie Editore: MacaborPagine: 184Anno di pubblicazione: 2020
Il volume raccoglie sedici profili di autori di dimensione internazionale che, nel Novecento, hanno operato da protagonisti lasciando un’impronta indelebile: Landolfi, Campana, Gadda, Spaziani, Buzzati, Ortese, D’Arrigo, C. Levi, Campo, Calvino, Caproni, Tabucchi, Bufalino, Gatto, Maraini e Berto. Da questi profili emerge non solo la particolare concezione della letteratura del ‘900 dell’autore ma uno spaccato della stessa nostra civiltà letteraria tanto segnata dal Decadentismo e dalla crisi dei valori
della società borghese che, purtroppo, continua in maniera accentuata nell’attuale fase segnata dalla globalizzazione e dal dominio assoluto della tecnica e di internet. Si tratta di un piacevole, arricchente e, pertanto, imperdibile viaggio nel cuor…

#21 Tre serbi, due musulmani, un lupo

Buon pomeriggio, oggi pubblico la recensione di Tre serbi, due musulmani, un lupo di Luca Leone e Daniele Zanon. Ringrazio Infinito Edizioni per la collaborazione perché il libro mi è piaciuto davvero molto. 



Autori: Luca Leone, Daniele Zanon
Editore: Infinito Edizioni
Pagine: 304
Data di pubblicazione: 8 marzo 2019
Genere: romanzo


SINOSSI

A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, in quella che oggi si chiama Repubblica serba di Bosnia (Rs), nella primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d’essere tornati ai tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i “non serbi” attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati per quest’ultimo scopo tre campi di concentramento. Che ben presto diventano luoghi di uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In quest’ultimo luogo – composto da una scuola, una casa del popolo e un prato – vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. È a Trnopolje, nel maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere.

"Siamo solo cinque ragazzini...tre serbi e due musulmani! Cosa potremmo mai fare?
- Appunto...siamo in cinque - disse Jelena raccogliendo tutti in uno sguardo -. E cinque non sono pochi. Ci sono persone che da sole hanno cambiato il mondo!
- E-e-e u-un lupo - aggiunse Milorad. Tutti si girarono a guardarlo.
- Cos'hai detto? - chiese Jelena.
- Si - si -siamo tre serbi, du - due musulmani e u-u -un lupo.
- Esatto! - esclamò Emina con un sorriso -. Tre serbi, due musulmani e un lupo. Chi ci può fermare?"

I protagonisti di questa storia sono cinque ragazzi di tredici anni e un lupo, Vuk, il lupo di Jelena. Jelena è serba, è una ragazzina tenace, coraggiosa e di gran cuore, è stata cresciuta dalla nonna. E' una ragazza intelligente ma non è interessata alla scuola, è atletica, alta e porta i capelli a spazzola. Per Vuk lei è il suo capobranco e lo stesso ruolo potremmo dire che lo svolge anche nel suo gruppo di amici perchè sa essere un leader e sa aggregare e incitare i suoi compagni.
Emina e Faris Imanovìc sono due gemelli e la loro famiglia appartiene al gruppo nazionale musulmano-bosniaco. La loro famiglia non è osservante come molte altre in Serbia ma ciò non interessa a chi ha deciso di fare una pulizia etnica. 
Zlatan è serbo anche se ha un nome musulmano, figlio di un tabaccaio, ha una chioma di capelli riccia e castana, è basso ed eccentrico. Forse per questa sua ultima caratteristica il padre e il fratello lo trattano in malo modo, lo picchiano e lo deridono. Zlatan non condivide le loro idee razziste e ciò suscita l'ira dei due.
Milorad, detto Milo, è serbo, è molto alto per la sua età, 1,85. E' figlio di un medico, balbetta, è molto forte fisicamente ma molto buono.
Quando in quella che si chiamava Bosnia Erzegovina inizia a girare la voce che a breve sarebbe iniziata una pulizia etnica dei "non-serbi" ossia coloro che sono di origine musulmana in molti non riescono a crederci. Chi farebbe una cosa del genere dopo ciò che è successo con l'olocausto? Le voci con il passare dei giorni nella primavera-estate del 1992 iniziano a farsi più persistenti perchè alcuni paesi iniziano a svuotarsi senza una ragione apparente, sembra che la miniera di Omarska stia per accogliere un campo di concentramento, forse l'incubo è davvero vicino! Quando iniziano i rastrellamenti anche a Prijedor le famiglie dei ragazzi non hanno più dubbi, per la famiglia di Emina e Faris non c'è scampo. Entrambi vengono rinchiusi in un campo di concentramento insieme a tantissime altre persone. Il loro maestro Josip viene rinchiuso nel campo di Omarska dove erano destinati gli intellettuali, i maestri, i politici, i personaggi pubblici. Lo stesso destino era riservato non solo al gruppo nazionale musulmano-bosniaco ma anche a tutti i non serbi della Bosnia orientale e della Slavonia croata. 
Jelena, Zlatan, Milo con Vuk al seguito sono decisi ad aiutare i loro amici Emina e Faris, ci riusciranno o il compito sarà troppo difficile per tre ragazzini?
La storia dei protagonisti è romanzata ma il contesto storico è purtroppo vero. Ciò che è accaduto fa rabbrividire se si pensa che non molti anni prima è stato commesso un genocidio da parte dei nazisti, come si può permettere di replicare una simile barbarie? Io non lo so, davvero, tanto che inizialmente credevo che il contesto storico fosse stato esageratamente modificato. Ai tempi avevo tre anni ed ero troppo piccola per conoscere tali vicende, oggi ne ho trenta e le ho appena conosciute, come mai? Una parte di colpa è sicuramente mia, ammetto di non essermi mai interessata molto alla storia dei Paesi interessati dal libro. Forse però se ne parla poco, a scuola tali avvenimenti storici non si studiano, il programma non arriva agli anni '90 e in tv non ho mai sentito toccare tale argomento, perché? Le vittime di questo genocidio sono vittime di serie B rispetto alle altre? Gli avvenimenti sono recenti e sono accaduti non lontano da noi, perché non parlarne? Le vicende narrate come quelle che si leggono sull'olocausto sono un pugno allo stomaco: persone picchiate, violentate, torturate, lasciate senza mangiare, allontanate dai propri cari, annientate fisicamente e psicologicamente. La violenza sulle donne era vista come una volontà di purificare e dare così il via ad una discendenza con sangue serbo e non più musulmano. 
La narrazione è scorrevole anche se vengono trattati argomenti così difficili. I personaggi sono ben delineati, sia i cinque ragazzi sia coloro che hanno dato vita a questo orrore. 
Alla fine del libro è presente un'intervista ad una sopravvissuta che, come ogni testimonianza di fatti simili, stringe il cuore.                       
Tre serbi, due musulmani, un lupo è un libro che deve essere letto sia da chi come me ammette di non conoscere tale evento storico e sia da chi vuole saperne di più. Incredulità e profonda tristezza sono ciò che rimangono dopo che leggo libri simili a questo, ogni volta mi chiedo se è vero che parlarne faccia in modo che tutto ciò non si ripeta ma più il tempo passa e più perdo la speranza. Ciò non toglie che dobbiamo comunque parlarne, non dobbiamo arrenderci così come non hanno fatto molte vittime. A tale proposito faccio i miei più sentiti complimenti agli autori per aver deciso di trattare tale avvenimento storico.

💔💔💔💔💔/5💔

GLI AUTORI
Luca Leone, giornalista professionista, è nato il 20 agosto 1970 ad Albano Laziale (Roma).
Ha scritto o scrive, tra gli altri, per Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Il Venerdì di Repubblica, Popoli e Missione, Medici Senza Frontiere, Galatea, Vita, Misna.

Daniele Zanon (1972), sceneggiatore e regista, vive a Cittadella (Padova). Collabora con molti studi di produzione video, tiene corsi di scrittura creativa nella realtà delle scuole medie e superiori e ha lavorato in ambienti educativamente critici come il carcere minorile e le comunità di recupero. Laureato in Scienze Religiose, insegna in un liceo della provincia di Padova. Con Infinito edizioni ha pubblicato Mass Games (2014), Nina nella grande guerra (2015), Il Battaglione bosniaco (2016), L’oro del Congo (2017), Fuga dalla Corea del Nord (2018), L’ultimo barile (2018), Tre serbi, due musulmani, un lupo (con Luca Leone), 2019.

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