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#92 Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie

Buongiorno, oggi pubblico la recensione di Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie, edito Macabor Editore che ringrazio per la copia digitale.

 Autore: Salvatore La Moglie Editore: MacaborPagine: 184Anno di pubblicazione: 2020
Il volume raccoglie sedici profili di autori di dimensione internazionale che, nel Novecento, hanno operato da protagonisti lasciando un’impronta indelebile: Landolfi, Campana, Gadda, Spaziani, Buzzati, Ortese, D’Arrigo, C. Levi, Campo, Calvino, Caproni, Tabucchi, Bufalino, Gatto, Maraini e Berto. Da questi profili emerge non solo la particolare concezione della letteratura del ‘900 dell’autore ma uno spaccato della stessa nostra civiltà letteraria tanto segnata dal Decadentismo e dalla crisi dei valori
della società borghese che, purtroppo, continua in maniera accentuata nell’attuale fase segnata dalla globalizzazione e dal dominio assoluto della tecnica e di internet. Si tratta di un piacevole, arricchente e, pertanto, imperdibile viaggio nel cuor…

Intervista: Giancarlo Vitagliano

Oggi pubblico l'intervista che grazie a thrillernord ho potuto fare a Giancarlo Vitagliano, l'autore di Senti che fuori piove, un libro che ho apprezzato davvero tanto e di cui potete trovare la recensione qui sul blog.



Senti che fuori piove è un libro con un’anima che si percepisce in ogni pagina, è un libro pieno di calore e umanità incentrato sui dialoghi tra uno psichiatra e un detenuto. Come è nata la storia alla base del libro?
Ero davanti alla TV e saltavo da un canale all’altro quando mi fermai a vedere X factor. C’era una ragazza con una bella voce che aveva appena cominciato Sally di Vasco Rossi e la cantò con un’intensità notevole come se davvero quella canzone avesse per lei un significato personale. Da lì si è scatenata la mia immaginazione ed è partita la storia, un po’ figlia di tante altre storie immaginate e solo abbozzate. Come sempre nei miei testi tento di parlare di problemi sociali o politici che condizionano l’esistenza dei protagonisti.

Paris, protagonista e psichiatra in Senti che fuori piove vede nella propria casa, nella propria famiglia un porto sicuro, un luogo dove distrarsi dal lavoro e rigenerarsi magari chiacchierando con la moglie o leggendo una storia della buonanotte al figlio. Anche per te è così dato che hai anche tu un lavoro molto impegnativo?
Ho sempre pensato che si deve scegliere di stare con qualcuno e non che deve capitare per fortuite coincidenze o occasioni. E, ancora di più, si decide insieme di mettere al mondo figli di cui occuparsi sempre. Per questo con Silvana scambiamo impressioni e dialoghiamo della vita, della società e della politica ancora oggi, dopo oltre trent’anni di vita insieme. Ora le nostre ragazze sono grandi e non necessitano più delle storie della buonanotte. Purtroppo…

Nei tuoi libri c’è un’attenzione particolare ai personaggi e alle loro storie, anche tu come Paris vuoi sapere il perché di certi comportamenti e andare alla radice per conoscere e capire meglio le persone?
Faccio il medico e fin dall’inizio dei miei studi mi è stato insegnato che esiste il malato e non la malattia. Cioè si deve conoscere la persona che si è affidata a te per poterla curare al meglio e quindi il dialogo è parte fondamentale della visita e della cura. E poi, non dimentichiamo che ci sono studi scientifici che hanno dimostrato che chi legge ha un’empatia maggiore, vivendo più vite della sua, e io posso fare a meno di scrivere per qualche periodo ma mai di leggere!

In Che musica ascolti il “detective” è un casellante di una stazione autostradale, in Milo. Detective per amore chi indaga è un bambino, come sono nati questi detective fuori dagli schemi?
Di sicuro la passione per le magistrali storie di Georges Simenon e quella per i film e i telefilm di Hitchcock e per i romanzi e i racconti di Cornell Woolrich mi hanno condizionato (del resto gli ultimi due erano alquanto affini per tematiche e diversi scritti del romanziere sono diventati film o spunti per sir Alfred). In pratica mi ha sempre appassionato la domanda: cosa succederebbe a una persona normale (non un poliziotto, un investigatore, un giornalista o un supereroe) se si trovasse in situazioni particolari, al di fuori del suo usuale contesto sociale e lavorativo? Come reagirebbe di fronte a situazioni estreme? Ecco, questo mi ha sempre affascinato e portato a immaginare le storie che racconto.

In Che musica ascolti, come si intuisce dal titolo la musica è centrale tanto da diventare un’ossessione per il protagonista. Anche tu sei un appassionato di musica? Che genere preferisci?

Io ascolto sempre musica e prediligo anch’io come il protagonista di Che musica ascolti il progressive rock dagli anni settanta a oggi, ma tutta la musica ben eseguita e ben interpretata(rock, jazz, blues, e perfino pop) può coinvolgermi se mi trasmette qualcosa e suscita in me emozioni.

Cosa stai leggendo in questo periodo? Ci sono libri che hai letto recentemente e che ci consigli?Sto recuperando It di Stephen King (una pecca che avevo!). Gli ultimi libri che mi hanno coinvolto sono stati Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti e Le spose sepolte di Marilù Oliva oppure, anche se non di recente, qualsiasi libro di Jean-Claude Izzo o di Massimo Carlottoabbia letto.

Conosci il genere thrillernordico? Apprezzi qualche autore in particolare?

Ho amato la trilogia di Stieg Larsson per la passione politica e sociale che metteva nei suoi indimenticabili personaggi e nei suoi contesti, e Henning Mankell per la capacità di scrivere storie che non perdono mai di attualità, purtroppo.

Grazie per l’intervista e per l’ottimo lavoro che fate!

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