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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buongiorno, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Partendo dal libro Il volto dell'assassino di Amy McLellan (trovate la recensione sul blog) vi parlo di prosopagnosia, disturbo del quale è affetta la protagonista del libro.

Autore: Amy McLellan
Traduzione: Maria Elisabetta De Medio
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2020 Link d'acquisto: https://amzn.to/31C3nor
In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella. Ma lei sa che …

Segnalazione: Buia fu la notte

Segnalazione di giornata: Buia fu la notte di Emanela Navone.



Autore: Emanuela Navone
Editore: Self-published
Pagine: 90
Data di pubblicazione: 29 luglio 2019
Prezzo edizione digitale: 0,99 euro
Prezzo edizione cartacea: 10,00 euro
ISBN: 978-1080800964

SINOSSI

Una giornata iniziata come le altre si trasforma ben presto in un incubo.
Il sole sembra scomparso, l'aria puzza di stantio e gli abitanti di un piccolo borgo iniziano a ricevere strane visite, che ben presto li faranno piombare in un abisso di sconcerto e terrore.
Solo alcuni si bloccheranno sul precipizio e tenteranno di sfidare qualcosa più grande di loro. Con l'unica certezza: in questa buia notte, anche un abbraccio può essere letale.

☆☆☆

Erano tutti lì. 
Immobili davanti a loro. 
L’asfalto emanava una leggera nebbia che ne sfumava i contorni, quasi che sembrassero forme inconsistenti. 
Ma si muovevano, come un’onda nera in un’oscurità ancora più nera. 
E stavano avanzando verso di loro. 
Dopo che Genova e il Basso Piemonte vengono flagellati da un violento nubifragio che causa incidenti e danni in tutta la zona interessata, in un paesino dell'entroterra ligure accadono strani fenomeni. La notte non finisce, continua a gravare sul paese portando con sé un fetore misterioso. E gli abitanti cominciano a ricevere visite indesiderate... 
"Buia fu la notte" è un racconto dalle tinte horror che non degenera mai nello splatter. L'attenzione alla descrizione e all'introspezione dei personaggi ne fa un testo che si di-scosta dai classici canoni del genere, concentrati più sulle scene raccapriccianti che sull'approfondimento psicologico. 
In "Buia fu la notte" sono le sensazioni dei protagonisti e le atmosfere a prevalere, come nei migliori film horror i quali prediligono il far intuire al mostrare platealmente. 
Da notare la presenza di dettagli della vita di ogni giorno che rende la storia ancora più incisiva ed inquietante. Cosa ci si può aspettare di fuori dall'ordinario da una famiglia che, avendo saputo dei disagi in città, fa colazione guardando gli aggiornamenti in tempo reale di Rainews24? Questo è solo un esempio di quanto quotidianità e soprannaturale si amalgamano nella scrittura di Emanuela Navone. 
"Buia fu la notte" è un racconto che, pur nella sua brevità, porta in sé la complessità e la struttura di un romanzo breve. Lo stile di scrittura e le ambientazioni non possono non ri-portarci alla mente "Io sono l'usignolo", il primo romanzo della giovane autrice genovese. 
Un racconto che può piacere sia ai puristi del genere, sia a chi vi si accosta per la prima volta. 
(Sara Piccardo)

L'AUTRICE

Emanuela è nata a Genova e vive in un paesino sperduto sui monti proprio sul confine con il Piemonte — quindi non dite che è di Genova sennò si arrabbia.
Scrive da quando era una bambina, e da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. È cresciuta a pane e Stephen King, e gran parte della sua esistenza l’ha trascorsa leggendo i suoi horror e i fantasy della Bradley, Tolkien, Goodkind e autori meno famosi.
Per metà della sua vita non aveva le idee precise e alla domanda: «Che cosa farai da grande?», rispondeva a seconda dell’umore: cantante, attrice, ballerina, guerriera vestita alla marinaretta, ammazzavampiri.
Nel 2014 ha finalmente ottenuto la laurea dopo anni di lacrime e sangue e si è trovata nel mondo reale e ha scoperto che era pieno di denti aguzzi. Dopo essersi strappata i capelli e lucidato i pomelli d’ottone di tante porte, ha deciso di seguire le sue passioni: lettura e scrittura. È diventata assistente editor per Edicolors, una casa editrice specializzata in narrativa per l’infanzia; poi, cedendo allo smisurato ego che la divora, ha deciso di diventare freelance e aiutare gli autori che vogliono scrivere e pubblicare un libro. Chi ha lavorato con lei dice che è molto brava, attenta e pignola, ma Emanuela pensa che c’è ancora tanta strada da fare e continua a studiare, correggere e scrivere.
Dal 2018 dirige la collana di narrativa Policromia per la casa editrice PubMe.
Vive in una grande casa circondata da gatti — prima o poi diventerà come la gattara dei Simpson. Oltre alla scrittura, adora la musica metal e la fotografia. La trovate spesso in giro per i boschi con la sua fedele reflex e la testa sulle nuvole.

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