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RUBRICA: 2MAMME4LIBRI

Buon pomeriggio, è tornato l'appuntamento mensile con la rubrica 2mamme4libri in collaborazione con Francesca Righi. Questa volta il tema scelto è il cibo e di conseguenza abbiamo scelto due libri a testa che trattano di cibo. Per i bambini ho scelto I tre tortellini di Roberto Piumini, mentre per i più grandi ho scelto Estasi culinarie di Muriel Barbery.
ESTASI CULINARIE Autrice: Muriel BarberyEditore: Edizioni e/oPagine: 139Data di pubblicazione: 3 marzo 2010Genere: romanzoLink d'acquisto:https://amzn.to/3mZlGvO

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'"Eleganza del riccio", monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapo…

#44 Quattordici spine

Buongiorno miei cari lettori, iniziamo bene il lunedì con la recensione di Quattordici spine. La prima indagine dell'ispettore Traversa in Sicilia di Rosario Russo che mi ha gentilmente omaggiata della copia cartacea.


Autore: Rosario Russo
Editore: Algra Editore
Pagine: 184
Data di pubblicazione: 10 maggio 2019
Genere: Giallo

Acireale, Sicilia. Un efferato delitto sconvolge l'abulica routine quotidiana: Don Mario Spina, canonico della basilica di San Pietro, viene ritrovato senza vita all'interno della sacrestia, ucciso con decine di colpi d'arma da taglio. Inoltre, da un'antica credenza sono state trafugate le spoglie del maggiore artista locale, Paolo Vasta. L'ispettore di polizia Luigi Traversa, da poco arrivato dal Veneto, si ritrova a indagare su un delitto a tratti inspiegabile. Chi è stato a compiere quell'orrendo crimine? E quale misterioso passato nasconde il poliziotto, giunto all'improvviso in città? Quattordici giorni serviranno a Traversa per risolvere il caso, togliendo una spina alla volta da quel pericoloso fico d'India tutto siciliano che, una volta ripulito, mostrerà all'ispettore la terrificante verità.

Leggere Quattordici spine equivale a fare un tuffo in Sicilia, precisamente ad Acireale perché Russo ha la capacità di immergere completamente il lettore nella sua terra fatta di odori, profumi, colori, mare, gente genuina, proverbi e tradizioni.

"-Beh, devi sapere che alla pescheria di Acireale si trova di tutto, dal pesce alla carne, dalla frutta alla verdura, persino i dolci. E poi quella non è puzza, ma profumo.
-Profumo di cosa?
- Della Sicilia, mio caro".

Con Quattordici spine fa la sua comparsa l'Ispettore Luigi Traversa che, dopo uno spiacevole episodio accaduto a Feltre sua città, viene trasferito ad Acireale. Traversa fatica un po' ad ambientarsi in Sicilia, per il dialetto che in molti parlano e che lui ovviamente non capisce, per il fatto che odia il pesce, per il clima molto caldo. Nonostante ciò si fa degli amici con i quali però è molto riservato soprattutto sul suo passato, riesce a trovare qualcosa da mangiare che gli piace molto ossia la cartocciata alle melanzane. Traversa è molto legato al suo lavoro, dà l'anima nelle sue indagini e ciò è facilmente intuibile nell'indagine che deve affrontare ad Acireale. Don Mario Spina, molto amato e stimato dai suoi fedeli, viene barbaramente ucciso in sacrestia. Chi l'ha ucciso ha anche rubato le spoglie del noto artista locale Paolo Vasta. Chi può aver ucciso un uomo così ben voluto? E perché sono state rubate le spoglie del noto artista? All'apparenza sembra un furto degenerato in un omicidio ma Traversa non si fa mai guidare dalle apparenze, segue il suo intuito senza farsi intimorire da niente e da nessuno, neanche quando, durante le indagini, saltano fuori nomi di spicco della città.
Il caso si fa subito spinoso, proprio come il fico d'india, frutto tipico siciliano. Ogni giorno che passa è una spina da togliere all'indagine in corso.

"-Magari quello che sto per dirti sarà un luogo comune, ma i luoghi comuni contengono sempre un fondo di verità: c'è chi sostiene che non ci sia cosa migliore di assaggiare un fico d'India per comprendere la Sicilia. Se si vuole assaporare la dolcezza del frutto, bisogna prima eliminare ogni timore di affrontare le spine, questo equivale a capire cosa significhi vivere in Sicilia. 
Traversa lo ascoltava ammirato, parlare con Alberto gli faceva bene all'anima.
-Direi che di spine ne sto trovando parecchie! E come avrai intuito mi riferisco all'indagine che sto seguendo in questi giorni."  

L'indagine svelerà dei retroscena davvero inquietanti e non prevedibili. Mi è piaciuta la trama e il suo svolgimento per niente scontato. 
Come ho già accennato l'ambientazione è davvero bella e suggestiva, Russo l'ha davvero ben descritta. Mi è piaciuto anche l'uso dei termini dialettali, di proverbi e modi di dire tipici del posto perché impreziosiscono non poco il racconto. 
La lettura è davvero piacevole, Quattordici spine è un giallo ben scritto, con una trama ben sviluppata.
L'unico appunto che faccio all'autore riguarda il suo protagonista che ricalca un po' il tipico ispettore solitario, che beve e che non sa cucinare, ha sempre il frigo vuoto, vive di avventure sentimentali e ha nel suo passato uno o più eventi che lo hanno segnato. 
Nonostante ciò consiglio fortemente la lettura di Quattordici spine a tutti coloro che, come me, amano i gialli.

🌟🌟🌟🌟/5🌟

L'AUTORE

Rosario Russo (1986) è siciliano, vive e lavora ad Acireale. Laureato in Lettere e Filosofia e appassionato di Storia, ha conseguito successi in numerosi premi letterari, presentando racconti di vario genere. Nel 2012 ha esordito con "Il Martirio del Bagolaro", romanzo storico ambientato ad Acireale nel 1862. Il poliziesco "Quattordici spine" è il suo secondo romanzo.

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