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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buongiorno, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Partendo dal libro Il volto dell'assassino di Amy McLellan (trovate la recensione sul blog) vi parlo di prosopagnosia, disturbo del quale è affetta la protagonista del libro.

Autore: Amy McLellan
Traduzione: Maria Elisabetta De Medio
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2020 Link d'acquisto: https://amzn.to/31C3nor
In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella. Ma lei sa che …

#44 Quattordici spine

Buongiorno miei cari lettori, iniziamo bene il lunedì con la recensione di Quattordici spine. La prima indagine dell'ispettore Traversa in Sicilia di Rosario Russo che mi ha gentilmente omaggiata della copia cartacea.


Autore: Rosario Russo
Editore: Algra Editore
Pagine: 184
Data di pubblicazione: 10 maggio 2019
Genere: Giallo

Acireale, Sicilia. Un efferato delitto sconvolge l'abulica routine quotidiana: Don Mario Spina, canonico della basilica di San Pietro, viene ritrovato senza vita all'interno della sacrestia, ucciso con decine di colpi d'arma da taglio. Inoltre, da un'antica credenza sono state trafugate le spoglie del maggiore artista locale, Paolo Vasta. L'ispettore di polizia Luigi Traversa, da poco arrivato dal Veneto, si ritrova a indagare su un delitto a tratti inspiegabile. Chi è stato a compiere quell'orrendo crimine? E quale misterioso passato nasconde il poliziotto, giunto all'improvviso in città? Quattordici giorni serviranno a Traversa per risolvere il caso, togliendo una spina alla volta da quel pericoloso fico d'India tutto siciliano che, una volta ripulito, mostrerà all'ispettore la terrificante verità.

Leggere Quattordici spine equivale a fare un tuffo in Sicilia, precisamente ad Acireale perché Russo ha la capacità di immergere completamente il lettore nella sua terra fatta di odori, profumi, colori, mare, gente genuina, proverbi e tradizioni.

"-Beh, devi sapere che alla pescheria di Acireale si trova di tutto, dal pesce alla carne, dalla frutta alla verdura, persino i dolci. E poi quella non è puzza, ma profumo.
-Profumo di cosa?
- Della Sicilia, mio caro".

Con Quattordici spine fa la sua comparsa l'Ispettore Luigi Traversa che, dopo uno spiacevole episodio accaduto a Feltre sua città, viene trasferito ad Acireale. Traversa fatica un po' ad ambientarsi in Sicilia, per il dialetto che in molti parlano e che lui ovviamente non capisce, per il fatto che odia il pesce, per il clima molto caldo. Nonostante ciò si fa degli amici con i quali però è molto riservato soprattutto sul suo passato, riesce a trovare qualcosa da mangiare che gli piace molto ossia la cartocciata alle melanzane. Traversa è molto legato al suo lavoro, dà l'anima nelle sue indagini e ciò è facilmente intuibile nell'indagine che deve affrontare ad Acireale. Don Mario Spina, molto amato e stimato dai suoi fedeli, viene barbaramente ucciso in sacrestia. Chi l'ha ucciso ha anche rubato le spoglie del noto artista locale Paolo Vasta. Chi può aver ucciso un uomo così ben voluto? E perché sono state rubate le spoglie del noto artista? All'apparenza sembra un furto degenerato in un omicidio ma Traversa non si fa mai guidare dalle apparenze, segue il suo intuito senza farsi intimorire da niente e da nessuno, neanche quando, durante le indagini, saltano fuori nomi di spicco della città.
Il caso si fa subito spinoso, proprio come il fico d'india, frutto tipico siciliano. Ogni giorno che passa è una spina da togliere all'indagine in corso.

"-Magari quello che sto per dirti sarà un luogo comune, ma i luoghi comuni contengono sempre un fondo di verità: c'è chi sostiene che non ci sia cosa migliore di assaggiare un fico d'India per comprendere la Sicilia. Se si vuole assaporare la dolcezza del frutto, bisogna prima eliminare ogni timore di affrontare le spine, questo equivale a capire cosa significhi vivere in Sicilia. 
Traversa lo ascoltava ammirato, parlare con Alberto gli faceva bene all'anima.
-Direi che di spine ne sto trovando parecchie! E come avrai intuito mi riferisco all'indagine che sto seguendo in questi giorni."  

L'indagine svelerà dei retroscena davvero inquietanti e non prevedibili. Mi è piaciuta la trama e il suo svolgimento per niente scontato. 
Come ho già accennato l'ambientazione è davvero bella e suggestiva, Russo l'ha davvero ben descritta. Mi è piaciuto anche l'uso dei termini dialettali, di proverbi e modi di dire tipici del posto perché impreziosiscono non poco il racconto. 
La lettura è davvero piacevole, Quattordici spine è un giallo ben scritto, con una trama ben sviluppata.
L'unico appunto che faccio all'autore riguarda il suo protagonista che ricalca un po' il tipico ispettore solitario, che beve e che non sa cucinare, ha sempre il frigo vuoto, vive di avventure sentimentali e ha nel suo passato uno o più eventi che lo hanno segnato. 
Nonostante ciò consiglio fortemente la lettura di Quattordici spine a tutti coloro che, come me, amano i gialli.

🌟🌟🌟🌟/5🌟

L'AUTORE

Rosario Russo (1986) è siciliano, vive e lavora ad Acireale. Laureato in Lettere e Filosofia e appassionato di Storia, ha conseguito successi in numerosi premi letterari, presentando racconti di vario genere. Nel 2012 ha esordito con "Il Martirio del Bagolaro", romanzo storico ambientato ad Acireale nel 1862. Il poliziesco "Quattordici spine" è il suo secondo romanzo.

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