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Review Tour: Il caso Léon Sadorski


Buongiorno, oggi il blog ha il grande piacere di partecipare al Review Tour di Il caso Léon Sadorski di Romain Slocombe edito Fazi editore che ringrazio per l'opportunità.



Autore: Romain Slocombe
Editore: Fazi Editore
Collana: Darkside
Pagine: 438
Data di pubblicazione: 14 novembre 2019
Genere: thriller

Parigi, aprile 1942. La capitale francese è in piena Occupazione tedesca. La paura dei bombardamenti inglesi, i traffici illeciti, gli arresti arbitrari, la caccia serrata al terrorista e all’ebreo di turno sono all’ordine del giorno e la popolazione deve decidere se stare o meno dalla parte dei nazisti. Per Léon Sadorski, ispettore di polizia antisemita e anticomunista, la scelta è scontata: il collaborazionismo rappresenta l’occasione perfetta per ottenere privilegi e autorità. Personaggio dall’indole egoista e meschina, per lui l’Occupazione sarà anche l’alibi ideale per lasciare libero corso a tutte le sue bassezze e perversioni: si getterà quindi a capofitto nel suo lavoro di poliziotto, arrestando gli ebrei per spedirli al campo di lavoro più vicino, dando una mano alle Brigate speciali incaricate di intervenire contro i presunti terroristi e approfittandosi di chiunque. Ma, come tutti gli approfittatori, Sadorski è avido e codardo; e quando verrà arrestato inspiegabilmente dalla Gestapo e portato in una prigione di Berlino, dovrà giocare d’astuzia e affinare le sue armi per poter continuare indisturbato a fare i propri interessi nella Parigi collaborazionista. Romain Slocombe firma un thriller atipico, pervaso dell’atmosfera classica del noir francese e al tempo stesso minuziosamente documentato sul piano della ricostruzione storica. Léon Sadorski, protagonista antieroe di una nuova serie di polizieschi, trascina il lettore in una Parigi oscura e corrotta.

Il caso Léon Sadorski è uno di quei libri in cui non puoi non provare fastidio dall'inizio alla fine della lettura per tutte le bassezze, atrocità, torture, che si leggono in questo thriller molto particolare. Léon Sadorski, ispettore di polizia collaborazionista nella Francia Occuppata dal nazismo é il protagonista di questa storia. Storia che tutti conosciamo per averla studiata a scuola, per i film visti e i libri letti. Sadorski é un protagonista con il quale non si empatizza affatto dato che é antisemita, anticomunista ma anche codardo, spietato, assassino, sadico, opportunista e ha numerose perversioni sessuali. 

"E' nato in Tunisia sotto il segno del Leone. E' basso di statura, tarchiato, largo di spalle, con il mento un po' sfuggente, il naso corto, la fronte convessa sotto i capelli ondulati, prematuramente incanutiti". 

"Sado è ben noto per i suoi sbalzi d'umore, le sue improvvise sfuriate, i suoi insulti volgari contro i subalterni".

Quando viene arrestato dalla Gestapo, insieme al suo ex collega Louisille, e trasferito da Parigi a Berlino Sadorski é terrorizzato, si chiede cosa abbia fatto di sbagliato dato che é sempre stato fedele alla politica antisemita e ha sempre servito la patria con rigore. In Germania viene interrogato più volte, maltrattato e il regime carcerario a lui dedicato non è di certo confortevole. In questa situazione Sadorski deve giocare d'astuzia per tornare vivo a casa dalla sua dolce Yvette, si dimostra ancora più vile e codardo in questa situazione che lo segnerà profondamente. Tornato a casa, Sadorski é ancora più spietato e rigoroso nel suo lavoro facendo pulizia degli ebrei che gli capitato sotto tiro così come dei terroristi che si ribellano al regime nazista.
Sadorski però non riesce a superare un certo limite nella violenza, non riesce a pestare a sangue, massacrare di botte un giudeo come fanno molti suoi colleghi. E' un vile proprio perché a parole si dimostra inflessibile e spietato ma nella pratica non riesce a fare ciò che dice (per fortuna aggiungo!).

"Il suo lavoro é identificarli per mandarli a Drancy. Gli succede di strapazzarli, d'accordo, e il giorno in cui Albers e l'interprete si sono messi a suonarle al giudeo, la cosa al principio é piaciuta a Sadorski, ma ci sono dei limiti, cazzo! Nemmeno Bauger, Barrachin e quelli delle brigate speciali avrebbero agito così! Che tipo di legge può autorizzare una simile schifezza? E' inconcepibile..."

Trovare dei personaggi positivi in questa storia é davvero un'impresa ardua perché anche gli arrestati spesso e volentieri sono terroristi e assassini. Ovviamente non faccio riferimento alle migliaia di persone deportate ingiustamente, picchiate, maltrattate e fucilate con l'unica colpa di essere ebrei.
Il caso Léon Sadorski é un libro difficile da digerire per la durezza dei racconti, per le barbarie raccontate; è un libro che non lascia indifferenti e che sicuramente non dimenticherò presto.  
Slocombe ha la capacità di andare a fondo nell'animo umano portando in superficie i sentimenti più deplorevoli che una persona può provare, te li sbatte in faccia senza convenevoli mettendo al corrente il lettore che al peggio non c'è mai fine.
Da non sottovalutare é anche l'accuratezza dei fatti storici riportati dall'autore con grande precisione riportando anche luoghi e persone, anche se non tutte, realmente esistiti.                        
A parer mio per una maggiore conoscenza dei fatti non dovremmo leggere solo libri scritti dalla parte degli ebrei, libri scritti dal loro punto di vista ma dovremmo leggere anche libri di persone come Sadorski, di coloro che stavano al di là della barricata e che mettevano in atto le atrocità che conosciamo bene. In questo modo possiamo almeno provare a capire che cosa passava nella mente di coloro che privavano gli ebrei, e non solo loro, della propria dignità e libertà. 

🌟🌟🌟🌟🌟/5🌟

L'AUTORE
È nato nel 1953 a Parigi. È scrittore, regista, illustratore e fotografo. Il caso Léon Sadorski è stato finalista al Premio Goncourt e Goncourt des Lycéens.

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