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REVIEW PARTY: Holy Sister. Vol.3 Nona Grey di Mark Lawrence

  Buon pomeriggio, è arrivato il momento di pubblicare la recensione dell'ultimo volume della trilogia di Nona Grey.   Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso

RUBRICA: Un viaggio nella psicologia con la letteratura

Buona domenica, oggi in collaborazione con Thrillernord pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Questa volta ho deciso di parlare di depressione partendo dal libro L'anima del maiale di Federico Vespa.


Autore: Federico Vespa
Editore: Piemme
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: Autobiografia

“Anedonia: è il primo termine che andai a cercare per darmi una spiegazione di quella nube tossica che mi aveva catturato. A livello emotivo una massiccia campana di vetro si era piazzata tra me e il mondo esterno: mi sentivo un mostro, un robot, uno che avrebbe potuto mangiarti, in preda a un nodo in gola che avrebbe solo voluto vomitare, estirpare, strapparsi di dosso”.
Per Federico Vespa, classe 1979, la vita sembra in discesa: il padre è un celebre giornalista, la madre un importante magistrato. Cresce nella Roma bene, Federico, ma ha una sensibilità particolare. Vive con disagio l’euforia spensierata degli anni ’80 e ’90: a ben guardare, non è tanto meglio del fervore e della violenza degli Anni di Piombo. Sente sulla pelle le derive del consumismo sfrenato, delle relazioni facili ed effimere, del precariato lavorativo e umano, dell’antipolitica che sfocia poi nel populismo. Da esponente dell’ultima generazione analogica partecipa con sgomento, più che «curiosità, all’avvento di Internet e dei social.
Mentre l’Italia cambia, declina e implode, Federico scopre i tormenti e le incostanze dell’amore, muove qualche passo in politica, segue il calcio con trasporto, inizia con buon successo la carriera di giornalista radiofonico. Ma c’è un buco nero, un nodo in gola, un senso di vuoto. Il male oscuro della depressione. I farmaci. Le incomprensioni con la famiglia. La sensazione che niente conti davvero, che niente possa distoglierlo dal suo torpore affettivo. L’appuntamento fisso con il bourbon, perché il demone dell’alcol «costa meno dell’analista». L’anima del maiale è un autoritratto senza reticenze e senza imbarazzi, sul cui sfondo possiamo leggere il paradossale disagio di una generazione intera, ingannata proprio da quei privilegi che avrebbero dovuto renderla felice. Non c’è una morale, nella storia personale di Federico Vespa. O forse c’è: a volte il disincanto e la chiusura in se stessi sono l’unico antidoto a una società vuota e isterica, che ha perso ogni punto di riferimento.

Questa volta vi voglio parlare del male oscuro come lo definisce l’autore del libro del quale vi parlerò. Il male oscuro è la depressione, solo il nominarla fa paura.
La depressione non è una semplice tristezza, prolungata ma un disturbo psichico che comprende una serie di sintomi che vi spiegherò.
La depressione è uno dei disturbi psichici più diffusi e invalidanti che insorge spesso a seguito di una sensazione di perdita o di una perdita effettiva. Si tratta di un disturbo da non sottovalutare dato che la percentuale di persone che soffrono di depressione sembra aumentare costantemente nel tempo e, non a caso, l’OMS ha previsto che nel giro di pochi anni la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, subito dopo le malattie cardiovascolari.
I disturbi depressivi secondo la classificazione del DSM-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) sono distinti in base a sintomi specifici e comprendono:
• Disturbo depressivo maggiore (identificato spesso come depressione maggiore)
• Disturbo depressivo persistente (distimia)
• Altro disturbo depressivo specificato o non specificato

Altri disturbi depressivi sono classificati in base all’eziologia:
• Disturbo disforico premestruale
• Disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione fisica
• Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci

I disturbi depressivi possono manifestarsi a qualunque età, ma solitamente si sviluppano durante la media adolescenza, nei ventenni o nei trentenni. Nei contesti di assistenza di base, fino al 30% dei pazienti riferisce sintomi depressivi, ma < 10% presenta una depressione maggiore.
L’umore è un qualcosa di flessibile, che si adegua agli avvenimenti della vita. Chi soffre di depressione non mostra questa flessibilità, il suo umore è costantemente volto verso il basso, indipendentemente dalle situazioni esterne. Come spiega bene Federico Vespa nel suo libro la depressione è un buco nero, “quella miserabile campana di vetro che ti anestetizza dalle emozioni, senza che tu l’abbia mai chiamata in causa, che nel lasso di pochi secondi sentenzia la tua vita, che farà in modo di farti sentire un perenne nodo in gola che vorresti espellere a costo di strappartelo da solo”.
Nello specifico vi voglio parlare di depressione maggiore che per essere diagnosticata, cinque o più dei seguenti sintomi devono essere stati presenti quasi ogni giorno durante lo stesso periodo di due settimane, e uno di essi deve essere un umore depresso o una perdita di interesse o di piacere:
• Umore depresso per la maggior parte del giorno
• Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno
• Significativo (> 5%) aumento o perdita di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito
• Insonnia (spesso insonnia di mantenimento [centrale]) o ipersonnia
• Agitazione o rallentamento psicomotorio osservato da altri (non auto-riferito)
• Astenia o perdita di energia
• Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati
• Diminuita capacità di pensare o concentrarsi o indecisione
• Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio, un tentativo di suicidio, o un piano specifico per effettuarlo
Vespa dà della depressione una definizione più personale ma, a mio parere, efficace: un continuo nodo in gola che mi causava un costante rodimento di culo. Ovviamente la definizione è superficiale e se ne rende conto anche lui quando gli viene fatta la diagnosi di disturbo ansioso-depressivo molto forte. Vespa scrive il suo libro in maniera schietta, sincera, non fa sconti a nessuno, soprattutto a se stesso e alla sua sofferenza.
L’autore riesce a spiegare molto bene il senso di malessere dal quale è pervaso.
“Intanto il mostro aveva alzato il tiro, mi aveva rapito con un concetto mentale semplice e drammatico: tu non senti le emozioni perché sei un essere malvagio, tu proverai solo ansia e negatività perché sei destinato a diventare violento con chi ti sta davanti, e a breve avrai gli impulsi giusti per farlo. Mi svegliavo la mattina con quella folle sensazione di poter fare del male a chiunque mi stesse di fronte, e avevo la reazione istintiva di dire a quell’impulso: Esci dalla mia testa!”
Vespa come afferma soffriva di disturbi egodistonici. Sudore, ansia, paura di perdere il controllo e far del male a chi gli stava vicino erano effetti psicosomatici che insieme al nodo in gola anestetizzante erano qualcosa che non pensava di meritare.
Quali sono le cause della depressione?
Alcune cause ambientali sono state associate ad una maggiore probabilità di sviluppare una depressione maggiore. Ad esempio condizioni socio-economiche svantaggiate, povertà e scarsa scolarizzazione sono considerati fattori di rischio per la depressione. Anche l’essere cresciuti con un genitore depresso può aumentare il rischio di sviluppare la depressione. In generale tutte le fonti importanti di stress aumentano il rischio di sviluppare la depressione maggiore come: traumi o abusi, divorzi e separazioni, lutti, disoccupazione, isolamento sociale, malattie gravi e croniche, mobbing e bullismo.
Cura della depressione. La cura della depressione consiste in interventi farmacologici e non farmacologici integrati. La ricerca ha infatti dimostrato che, nella maggioranza dei casi, il trattamento farmacologico unito a quello psicologico e riabilitativo favorisce i migliori risultati terapeutici.
Le terapie farmacologiche che vengono impiegate nella depressione sono diverse, inoltre la corretta terapia farmacologica è sempre altamente personalizzata. Tra i farmaci utilizzati ci sono gli antidepressivi triciclici o TCA, gli inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi del re-uptake della noradrenalina e della serotonina (NSRI) e altre tipologie di farmaci.
Possono inoltre essere utilizzati farmaci neurolettici, in particolare quando i sintomi della depressione risultano molto gravi e sfociano in sintomi psicotici (come ad esempio deliri di rovina). Nel corso degli anni sono soprattutto gli interventi di natura cognitivo comportamentale ad avere avuto un maggior successo nella gestione della depressione. Da un lato si cerca di modificare i pensieri negativi che possono essere alla base della depressione. La terapia cognitivo comportamentale aiuta la persona a sviluppare una modalità di pensiero più equilibrata e razionale.
Dall’altro lato, per la cura della depressione, si aiutano le persone a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane, che probabilmente hanno portato la persona ad essere depressa. Come avete potuto constatare la depressione è un disturbo psichico da non sottovalutare, deve essere trattato in modo serio e costante.
Per quanto riguarda il libro dal quale ho fatto riferimento, L’anima del maiale, vi consiglio di leggerlo perché oltre a venire a conoscenza di come una persona che soffre di depressione si sente verrete a conoscenza anche di come Vespa ha vissuto il periodo storico in cui è cresciuto tra partite di pallone, mondiali di calcio, amicizie, rapporto con i genitori e con le donne, politica e tanto altro. La lettura è molto scorrevole, sincera, schietta, talvolta ironica ma anche profonda.

L'AUTORE
Nato a Roma nel 1979, è il primogenito del celebre giornalista e scrittore Bruno e di Augusta Iannini, magistrato. Laureatosi in Giurisprudenza nel 2005, dopo una breve esperienza nell’emittente romana Radio Spazio Aperto inizia a collaborare con RTL 102.5, occupandosi di sport e poi passando al lavoro di redazione giornalistica e conduzione radiofonica. Ha collaborato a lungo con il quotidiano Il Messaggero e realizzato interviste a personaggi noti per il settimanale Gente.
Su RTL 102.5 conduce, con suo padre, l’approfondimento settimanale Non Stop News Raccontami e, con Federica Gentile, il programma Protagonisti, ed è stato inviato in occasione di eventi come le elezioni politiche del 2008 e del 2013. Ha lavorato dal 2008 al 2010 per Sky Sport in qualità di telecronista. Dal 2011 al 2015 ha commentato le gare di Serie A e Champions League per Mediaset.

PAGINE WEB CONSIGLIATE:

LIBRI CONSIGLIATI:
• La mente depressa. Comprendere e curare la depressione con la psicoterapia cognitiva(2018). Antonella Rainone e Francesco Mancini. Franco Angeli.
• L’uomo che trema(2018). Andrea Pomella. Einaudi.
• Svegliami a mezzanotte. (2019) Fuani Marino. Einaudi.

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