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REVIEW PARTY: Holy Sister. Vol.3 Nona Grey di Mark Lawrence

  Buon pomeriggio, è arrivato il momento di pubblicare la recensione dell'ultimo volume della trilogia di Nona Grey.   Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso

Un regalo sotto l'albero: DISCRONIA L'uomo giusto al momento sbagliato o l'uomo sbagliato al momento giusto? di Milena Zucchetti



Un regalo sotto l'albero: DISCRONIA L'uomo giusto al momento sbagliato o l'uomo sbagliato al momento giusto? di Milena Zucchetti


CLARA vive in Olanda da due anni, da quando è scappata dall'Australia in seguito alla fine della relazione con OWEN. Un incontro fortuito o, come direbbero i greci, il Kairos - tempo opportuno, la convince a tornare a Melbourne, per cercare di ricostruire la storia d'amore con il suo professore/mentore. Le sue vicende amorose seguiranno, però, percorsi alternativi a quelli che aveva immaginato, perché la realtà è discronica, fa agitare il tempo e ne scombussola il ritmo; così SEBASTIAN si intrufola nella vita di Clara, reclamandone l'amore e offrendole la certezza di un sentimento concreto. La riflessione resta aperta: il Kairos che ha spinto Clara a tornare a Melbourne voleva ricongiungerla con Owen o farle incontrare Sebastian? L'amore esiste in quanto tale o è solo un sentimento declinato dagli eventi?


ESTRATTO
«Te la senti di tenere una lezione?» 
«No, onestamente no, » lo interruppe «non sono molto focalizzata sul dottorato, in questo momento». 
«E su cosa sei focalizzata, dunque?»
«Su me stessa» rispose risoluta. 
«O su quel ragazzo con cui ti ha visto un paio di volte Frank?» sorrise e Clara non riuscì a capire se ci fosse in lui più malizia o sarcasmo.  «Non ho mai incontrato Frank» tentò di giustificarsi. 
«Sì, è vero. Non ti sei accorta di lui. Eri coinvolta in cose più interessanti che salutare un vecchio amico e non ha voluto disturbarti» ora era chiaro che il sarcasmo era la sfumatura più corretta. «Ha fatto male, lo avrei salutato con piacere. Diglielo: se mi incontra di nuovo, deve assolutamente farsi vedere!» provò a mantenere un tono sereno ma arrossì.
«È tutto quello che hai da dire?» allontanò la poltrona dalla scrivania e incrociò le braccia dietro la testa. 
«É per questo che mi hai chiesto di venire?» le sembrò di rivivere una scena già vissuta. «Continui a non rispondere» alzò il mento e la guardò con gli occhi socchiusi. 
«Tu continui a fare domande» abbassò lo sguardo. 
«È una storia seria?» il tono non sembrava voler accettare un’altra domanda come risposta. 
«Sono venuta per parlare di lavoro» si alzò. 
«Sia chiaro, non te ne faccio una colpa» Owen sorrise, con quel suo sorriso beffardo che tante volte l'aveva fatta capitolare. 
«Vorrei ben vedere!» si inalberò «In ogni caso, è, come puoi immaginare, una cosa recente». 
«Si, non vorrei davvero pensare a nulla di diverso» la raggiunse al centro della stanza. Indossava un pantalone blu, dal taglio classico, e una camicia azzurra. Il collo era sbottonato e la cravatta riposta nel taschino. I capelli erano cresciuti e il taglio scombussolato, la pelle perfettamente rasata. Le sfiorò la guancia con la sua, cercando il suo orecchio, al quale sussurrò «Non posso credere che tu abbia bleffato. É un’opzione che non ho neppure preso in considerazione». 
Clara, rinfrancata da questa affermazione, chiuse gli occhi per un attimo. La mano di Owen le sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio, poi lo baciò con delicatezza, sfiorandolo appena. Si girò di scatto, pronta a rimproverarlo, ma si trovò a una distanza talmente ravvicinata dalla sua bocca che ebbe appena il tempo di rendersene conto e già le labbra premevano sulle sue. Fu un bacio casto e veloce, che lasciò Clara senza parole. Se ne andò, infatti, senza dire nulla ma assicurando a Owen la consapevolezza che non si trattava di una storia seria.



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