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RUBRICA: Un libro per riflettere

Buon pomeriggio, torna come ogni mese (ci fermeremo però ad agosto) la rubrica Un libro per riflettere in collaborazione con la dottoressa Ada Piacentini. Questa volta abbiamo scelto il tema dell'autismo e io ho lettoReperto Occasionale: l'autismo visto dall'autismo di Gianni Papa.

Autore: Gianni Papa Pagine: 148 Data di pubblicazione: 3 febbraio 2015 Genere: Narrativa Link d'acquisto: Amazon

Due genitori si accorgono che il loro primo figlio è autistico. Comincia una lenta discesa nell'inferno della riabilitazione dall'autismo, dei medici impreparati e sbruffoni, delle psicologhe agghiaccianti, delle persone normali orripilanti, degli esperti, degli analisti del comportamento. Un campionario umano bellissimo, visto dagli occhi dello stesso bambino disabile, che non è mai stato così abile. Un romanzo straziante, incredibile, forsennato come una bestemmia. L'autismo come non lo ha mai raccontato nessuno!
Ho scelto di leggere questo libro perché mi è piaciuta l'…

Un regalo sotto l'albero: DISCRONIA L'uomo giusto al momento sbagliato o l'uomo sbagliato al momento giusto? di Milena Zucchetti



Un regalo sotto l'albero: DISCRONIA L'uomo giusto al momento sbagliato o l'uomo sbagliato al momento giusto? di Milena Zucchetti


CLARA vive in Olanda da due anni, da quando è scappata dall'Australia in seguito alla fine della relazione con OWEN. Un incontro fortuito o, come direbbero i greci, il Kairos - tempo opportuno, la convince a tornare a Melbourne, per cercare di ricostruire la storia d'amore con il suo professore/mentore. Le sue vicende amorose seguiranno, però, percorsi alternativi a quelli che aveva immaginato, perché la realtà è discronica, fa agitare il tempo e ne scombussola il ritmo; così SEBASTIAN si intrufola nella vita di Clara, reclamandone l'amore e offrendole la certezza di un sentimento concreto. La riflessione resta aperta: il Kairos che ha spinto Clara a tornare a Melbourne voleva ricongiungerla con Owen o farle incontrare Sebastian? L'amore esiste in quanto tale o è solo un sentimento declinato dagli eventi?


ESTRATTO
«Te la senti di tenere una lezione?» 
«No, onestamente no, » lo interruppe «non sono molto focalizzata sul dottorato, in questo momento». 
«E su cosa sei focalizzata, dunque?»
«Su me stessa» rispose risoluta. 
«O su quel ragazzo con cui ti ha visto un paio di volte Frank?» sorrise e Clara non riuscì a capire se ci fosse in lui più malizia o sarcasmo.  «Non ho mai incontrato Frank» tentò di giustificarsi. 
«Sì, è vero. Non ti sei accorta di lui. Eri coinvolta in cose più interessanti che salutare un vecchio amico e non ha voluto disturbarti» ora era chiaro che il sarcasmo era la sfumatura più corretta. «Ha fatto male, lo avrei salutato con piacere. Diglielo: se mi incontra di nuovo, deve assolutamente farsi vedere!» provò a mantenere un tono sereno ma arrossì.
«È tutto quello che hai da dire?» allontanò la poltrona dalla scrivania e incrociò le braccia dietro la testa. 
«É per questo che mi hai chiesto di venire?» le sembrò di rivivere una scena già vissuta. «Continui a non rispondere» alzò il mento e la guardò con gli occhi socchiusi. 
«Tu continui a fare domande» abbassò lo sguardo. 
«È una storia seria?» il tono non sembrava voler accettare un’altra domanda come risposta. 
«Sono venuta per parlare di lavoro» si alzò. 
«Sia chiaro, non te ne faccio una colpa» Owen sorrise, con quel suo sorriso beffardo che tante volte l'aveva fatta capitolare. 
«Vorrei ben vedere!» si inalberò «In ogni caso, è, come puoi immaginare, una cosa recente». 
«Si, non vorrei davvero pensare a nulla di diverso» la raggiunse al centro della stanza. Indossava un pantalone blu, dal taglio classico, e una camicia azzurra. Il collo era sbottonato e la cravatta riposta nel taschino. I capelli erano cresciuti e il taglio scombussolato, la pelle perfettamente rasata. Le sfiorò la guancia con la sua, cercando il suo orecchio, al quale sussurrò «Non posso credere che tu abbia bleffato. É un’opzione che non ho neppure preso in considerazione». 
Clara, rinfrancata da questa affermazione, chiuse gli occhi per un attimo. La mano di Owen le sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio, poi lo baciò con delicatezza, sfiorandolo appena. Si girò di scatto, pronta a rimproverarlo, ma si trovò a una distanza talmente ravvicinata dalla sua bocca che ebbe appena il tempo di rendersene conto e già le labbra premevano sulle sue. Fu un bacio casto e veloce, che lasciò Clara senza parole. Se ne andò, infatti, senza dire nulla ma assicurando a Owen la consapevolezza che non si trattava di una storia seria.



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