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RUBRICA: 2MAMME4LIBRI

Buon pomeriggio, è tornato l'appuntamento mensile con la rubrica 2mamme4libri in collaborazione con Francesca Righi. Questa volta il tema scelto è il cibo e di conseguenza abbiamo scelto due libri a testa che trattano di cibo. Per i bambini ho scelto I tre tortellini di Roberto Piumini, mentre per i più grandi ho scelto Estasi culinarie di Muriel Barbery.
ESTASI CULINARIE Autrice: Muriel BarberyEditore: Edizioni e/oPagine: 139Data di pubblicazione: 3 marzo 2010Genere: romanzoLink d'acquisto:https://amzn.to/3mZlGvO

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'"Eleganza del riccio", monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapo…

Un regalo sotto l'albero: Il Conte di Barbara Buttiglione



Un regalo sotto l'albero: Il Conte di Barbara Buttiglione


Pubblicato da IO ME LO LEGGO editore
(dicembre 2019)

Vienna, otto gennaio 1866: l’Imperatrice Elisabetta, nota a tutti come Sissi, riceve emozionata a corte una delegazione ungherese, parlando la loro lingua, imparata fin da bambina grazie al padre e
perfezionata attraverso le amicizie ungheresi di cui è riuscita a  circondarsi a Vienna, nonostante il malcontento dell’Arciduchessa
Sofia, suocera di Elisabetta e simbolo indiscusso del rigore austriaco alla Hofburg. L’Imperatrice indossa il suo abito ungherese
e una splendida acconciatura: il suo stile così ribelle ai canoni di corte la rende la sovrana più ammirata e misteriosa d’Europa. Nei ranghi magiari, impeccabile e affascinante, è presente il Conte Gyula Andrássy: Sissi sa tutto del “beau pendu”, il ribelle scampato
all’impiccagione, grazie alla sua amorevole amica e confidente  ungherese, Ida Ferenczy e si tengono in contatto con assiduità. Il bel Conte desidera conquistare il cuore della Sovrana che sa già
palpitare per il suo paese. L’Imperatrice infatti, si tratterrà dopo pranzo con Andrássy confidandogli quanto le stiano a cuore l’Ungheria e il popolo magiaro; egli, subendo il suo irresistibile fascino, comprende di avere un’alleata sincera ed appassionata che lo aiuterà a negoziare un compromesso tra Ungheria ed Austria: in verità, d’ora in poi si sentirà indissolubilmente legato a Sissi. L’otto giugno 1867 Francesco Giuseppe ed Elisabetta vengono incoronati sovrani d’Ungheria: è il Conte Andrássy a porre la corona sul capo di Sissi nella Cattedrale di Mátyás mentre fuori risuonano gli Éljen, éljen Erzsébet!” (Viva, viva Elisabetta!) dei magiari e il suono delle campane a festa riempie le strade. Da questo memorabile giorno, i fili dei loro destini sono intrecciati nella stessa trama. E se Sissi si fosse innamorata del Conte Andrássy? Riscrivere la Storia è possibile? Sì, se l’autrice è un animo inquieto!Vivete questo sogno d’amore e libertà irresistibile con IL CONTE.


ESTRATTO
“Maestà, aprite subito! Non sono venuto fin qui per parlare attraverso una porta! E se mi conoscete abbastanza, sapete che non me ne andrò fino a che non vi avrò vista!” L’Imperatrice è agitata e passeggia nervosamente per la stanza, quando ascolta quelle parole. Si avvicina alla porta e dice con voce ferma: “Ho detto che non voglio vedervi e vi prego si smettere di urlare!
Andate via! Non è così che si comporta un gentiluomo!”
“Non è l’etichetta che mi sta a cuore! Aprite subito o butto giù la porta!” Immaginando che sia davvero capace di farlo, Elisabetta si ricompone, cerca di respirare piano, costringendo il cuore ad un battito più umano e, afferrando la maniglia della porta, la apre restando sull’uscio, di fronte all’ostinazione del Conte. Con tono di voce serio e inflessibile, Elisabetta dice: “Ditemi ciò che dovete e andate via. Non apprezzo affatto i vostri modi.” “E io non apprezzo affatto che scegliate di nascondervi!” Con un passo, si insinua tra la porta ed Elisabetta, riuscendo ad entrare nella stanza, davanti
alla servitù allibita. “Ora potete chiudere la porta” dice accomodandosi sulla poltroncina, come se avesse appena finito di sorseggiare il tè. “Smettetela di dirmi ciò che devo o non devo fare! Cosa volete? Perché siete tornato?” “Dovevo tornare, Maestà, dovevo parlarvi. Vi prego, sedetevi accanto a me. Non tenetemi il broncio.” “Dite presto ciò che dovete” dice Sissi, sedendosi sulla poltroncina di fronte a lui. “Perché vi rifiutate di vedere con il cuore ciò che agli occhi è così evidente?
Di cosa avete paura? Voi ed io siamo legati da un sentimento vero! Non ve ne accorgete?” dice, sporgendosi in avanti.
“La vostra arroganza è pari solo alla vostra impertinenza! Cosa ne sapete voi? Pensate di conoscermi e venite qui, con modi a dir poco brutali a parlare di paure e di cuore…ma come osate?”
“Oso perché non posso sopportare di vedere una donna splendida e forte come voi che si nega all’amore perché lo teme. Avete paura di essere amata e fuggite, trincerandovi nel vostro orgoglio! Se pensate che ciò vi renda inattaccabile, beh…non è così – abbassa d’un tratto il tono di voce, finora concitato – ed io ve l’ho dimostrato.” L’allusione a quel bacio la manda su tutte le furie: “Presuntuoso e sfacciato! – si alza e gli si avvicina minacciosa.
Anche il Conte è in piedi e i due si fronteggiano come due guerrieri: l’Imperatrice sembra alzare il braccio per schiaffeggiarlo, ma il Conte le afferra il polso e dice: “Io vi sto offrendo il mio cuore e tutto me stesso e voi non potrete soffocare a lungo ciò che provate” pronuncia queste parole ad un soffio dalla sua bocca. Elisabetta stringe il pugno e cerca di liberarsi, sussurrando con rabbia “Lasciatemi subito. Ve lo ordino.” Il Conte lascia la
presa: “Vedo bene che il muro che vi siete costruita intorno non è facile da scalfire. Vi lascio al vostro orgoglio e alla vostra solitudine. Non mi rivedrete mai più, a meno che non verrete a cercarmi. Sono addolorato e me ne vado con la morte nel cuore…addio, Maestà.”


L'AUTRICE
Mi chiamo Barbara Buttiglione e sono nata a Bari nel 1967.
Mi occupo di eventi culturali, sono una lettrice appassionata, esperta di letteratura inglese, amo la poesia e il tè.
Ho scritto alcune poesie, spettacoli musicali e due romanzi, Il Conte e L’ho chiesto alle stelle.

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