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#84 Pelle a pelle. Nuove ostetriche per nuovi genitori di Concetta Quintano

Buongiorno, oggi pubblico la recensione di Pelle a pelle. Nuove ostetriche per nuovi genitori di Concetta Quintano, primo libro pubblicato dalla neonata casa editrice Latte di nanna che ringrazio per la copia cartacea.

Autrice: Concetta Quintano Editore: Latte di Nanna Pagine: 160 Data di pubblicazione: giugno 2020

In questo saggio l’ostetrica Concetta Quintano propone un approccio inedito al tema della maternità, o meglio della genitorialità. Protagonisti, infatti, sono i racconti delle mamme e dei papà di ieri e di oggi, a cui fanno da cornice nozioni tecniche e aneddoti, sintesi del bagaglio di esperienze professionali e umane raccolte in quarant’anni di passione e dedizione verso il proprio lavoro. Un testo pregno di delicatezza, speranza e di puro amore che l’autrice affida nelle mani accoglienti dei neogenitori che si accingono ad assistere al miracolo della vita.
L’autrice ha deciso di devolvere i suoi diritti d’autore all’Associazione Gaslini Onlus. Donare la vita è il più grande m…

Un regalo sotto l'albero: Il senso interno del tempo e Il senso di una promessa di Monica Peccolo


Un regalo sotto l'albero: Il senso interno del tempo e Il senso di una promessa di Monica Peccolo


Titolo: Il senso interno del tempo
Autore: Monica Peccolo
Autopubblicato
Pagine: 291
Prezzo: 2,99 € e-book; 9,99€ cartaceo
Genere: narrativa contemporanea, rosa, women’s fiction

Dopo una pausa dai riflettori, e da un ambiente che lo ha quasi distrutto, Nathan Tyler rientra sulla scena cinematografica hollywoodiana. Le sue ferite hanno radici lontane e ritornano ad angosciarlo ogni giorno con la stessa intensità.
Eva Pace, invece, non rimpiange di aver lasciato “Plastic Land”, la capitale del cinema, per tornare in Italia. È una persona solare, altruista, che con tenacia ha perseguito il suo vero sogno. Si è dedicata al lavoro e ama fare la pediatra, anche se questo comporta sacrifici e ardue scelte quotidiane.
La vita, però, è un insieme di strane coincidenze e così Nathan ed Eva tornano a frequentarsi, scoprendo che i dieci anni trascorsi e la distanza di due continenti non hanno inciso sull’amicizia che
ancora li lega. Eva comprende di non avere più davanti a sé il ragazzo scanzonato di un tempo, ma un uomo
complicato che scardina le sue certezze e la sfida di continuo. Abituata a combattere battaglie enormi
con i suoi piccoli pazienti, però, non si lascia scoraggiare.
Il sentimento che li unisce si trasforma e coglie entrambi di sorpresa. Riusciranno a non sprecare questa
seconda occasione offerta dal destino?


ESTRATTO
«Nathan» lo richiamò Eva, in un sussurro.
L’attore alzò il viso per guardarla ma le iridi color ematite per le quali era tanto famoso, erano distanti.
Lui conosceva bene quella sensazione allo stomaco, così come il senso di gelo che si stava impadronendo del suo corpo. Erano le premesse che accompagnavano le sue notti insonni.
Insieme a Jeff, aveva incontrato lo psicologo che seguiva i volontari e che cercava di presentare nei dettagli ciò che andavano a incontrare.
Non era stato preparato a sufficienza a ciò che aveva visto, però. Si era trovato catapultato d’improvviso in un mondo di sofferenza inspiegabile che lo aveva colpito in profondità, incrinando il cinismo di cui spesso si circondava.
«Sai che oggi hai conquistato molti cuori? Anche se magari non erano proprio le bellissime ragazze cui sei abituato» scherzò Eva, nel tentativo di alleggerire la tensione.
Nel denso silenzio che si venne a creare, lei percepì la profonda angoscia dell’amico.
«Non devi sentirti così. Quello che hai fatto, che avete fatto tu e Jeff, non hai idea di quanto significhi per loro» aggiunse, con profonda empatia. 
Posò la sua mano su quella dell’amico e gliela strinse per trasmettergli la propria solidarietà e fermare quella tortura.
Con un gesto brusco, Nathan la ritrasse e si passò entrambe le mani fra i capelli. Gli occhi fissi sul tavolino, i capelli gli ricaddero ai lati del viso celandogli il volto.
Colta alla sprovvista dalla sua reazione, Eva abbassò lo sguardo in imbarazzo. 
Ma che aveva combinato lo psicologo in quell’incontro preparatorio? E che doveva fare adesso lei?
«Va tutto bene, Nate. È normale reagire in questo modo le prime volte» lo rassicurò, sfiorandogli una spalla per rincuorarlo.
«Come fai a vedere questo tutti i giorni, Eva?» Era stato il suo martellante pensiero ogni volta che incontrava il viso di uno di quei bambini e i loro occhi pieni di saggezza e dolore ma anche capaci di gioire per degli stupidi scherzi da clown.
Sorpresa dalla sua inaspettata sensibilità, le parole le uscirono di getto. «Sembra che i medici si dividano in due categorie. Quelli che si abituano a tutto e diventano distaccati e quelli che non si abituano mai. Io non rientro nella prima» affermò pacata. «Il
giorno che ci siamo scontrati sulla spiaggia, non ti avevo visto perché ero sconvolta. Durante la notte Megan, una mia paziente, non ce l’aveva fatta. Era morta dopo mesi di cure e aveva
solo due anni» deglutì con difficoltà, cercando di ricacciare indietro il groppo di commozione salito in gola.
Toccato da quella confessione, Nathan tornò a guardarla. Si era domandato spesso nelle ultime settimane cosa l’avesse spinta a cambiare genere di vita, scegliendo quel lavoro così difficile. Sentire tanta forza e fragilità convivere in lei i quel momento, gli trasmise una sensazione indefinibile.
In silenzio, lasciarono calmare le loro emozioni. Eva si spostò verso di lui con la sedia per poterlo guardare in viso, cercando di trasmettergli ciò che sentiva.
«Ci sono questi momenti terribili ma quando si riesce ad alleviare la loro sofferenza o magari a guarirli, come nella maggior parte dei casi, allora si è in parte consolati per tutto il dolore di cui siamo testimoni impotenti. E farli ridere e divertire, credimi, a volte è meglio di tante medicine. Sei stato davvero bravo.»
Lui si ricompose, maledicendosi per quel momento di debolezza e rimase stupito dalle parole di Eva.
«In realtà ero imbarazzatissimo» trovò il coraggio di ammettere. «A un certo punto mi sono anche domandato cosa diavolo stessi facendo. In fondo, so soltanto fare il buffone di mestiere.»
Arrivarono le ordinazioni a interrompere quel momento di confidenze. Per sdrammatizzare, lui cominciò a canzonarla per la doppia porzione di crema sopra la fetta di torta mentre le porgeva teiera e tazza, cercando di non rovesciare il proprio caffè.
«Scusami per la mia reazione» si giustificò ancora Nathan. «Gli ultimi tempi sono stati difficili sotto tanti aspetti. Forse non ero ancora pronto per un’esperienza del genere» affermò, mescolando lo zucchero nella sua bevanda.
«Non preoccuparti. Dovresti vedere me quando sono in crisi» sdrammatizzò lei. «Adesso, come ti senti?» L’amico avrebbe voluto risponderle male ma, in effetti, se analizzava con attenzione il proprio stato d’animo non era così.
«Non so. Confuso per quello che provo. Triste per quei bambini. Arrabbiato per tutto quel dolore. Forse anche appagato. Incredibilmente appagato per aver fatto il buffone» si rese conto con stupore.
«Benvenuto nel club, allora» scherzò Eva, dandogli una pacca complice sulla spalla.


Titolo: Il senso di una promessa (Mandala Series Vol.2)
Autore: Monica Peccolo
Autopubblicato
Pagine: 345
Prezzo: 2,99 € e-book (prevendita a 1.99 fino al 25 novembre); 9,99€ cartaceo
Genere: narrativa contemporanea, rosa, women’s fiction
Link Amazon prevendita a 1,99€: https://amzn.to/2Cfzex4

Dopo la svolta romantica nel loro rapporto, Eva e Nathan continuano a frequentarsi strappando momenti preziosi alle rispettive professioni. L’attore, deciso a riconquistare il
meritato spazio artistico, intensifica le occasioni per promuovere il suo lavoro. A una serata di gala, incontra un pluripremiato regista che gli offre, dopo anni di parti minori, un ruolo
importante in una produzione cinematografica di alto livello.
Eva, in servizio presso il distretto medico di un sobborgo problematico, resta coinvolta in un’aggressione. La vicenda si conclude senza complicazioni, ma genera qualcosa
d'inaspettato: Nathan, sotto pressione e sconvolto per l’accaduto, le rivela la sua storia familiare. Un passato difficile, conosciuto solo da chi gli è davvero vicino.
Adesso, non ci sono più segreti fra loro. Forte di questa rivelazione, Eva vorrebbe trasformare la promessa che li unisce in un legame concreto. Non immagina, però, quante difficoltà sono
ancora disseminate sul loro percorso.
Nathan prenderà le distanze dal suo passato, liberando il suo cuore da ciò che lo tiene prigioniero?


ESTRATTO
Eva lo seguì, nervosa. Nathan era strano. Era lui ma nello stesso tempo era diverso. Si chiese se fosse la stanchezza ad averlo trasformato o se la lontananza di quei giorni non avesse influito più del dovuto.
Prese dalla borsa la biancheria per cambiarsi e si sfilò la maglia. Quando riemerse dall’indumento incontrò il suo sguardo enigmatico.
Ipnotizzato dal candore della sua pelle, Nathan si avvicinò. La baciò affamato per il tempo trascorso lontano.
«Aspetta, Nate» mormorò lei, quando riuscì a riprendere fiato.
Lui la ignorò. La bloccò contro il muro, le alzò la gonna di jeans e cominciò ad accarezzarle le gambe.
Voleva gettarsi quella giornata alle spalle e non pensarci più e Eva era proprio quello che gli occorreva.
Le prese i polsi e con una mano glieli bloccò sopra la testa.
«Questa volta facciamo come piace a me, Lily» sussurrò contro le sue labbra.
Eva si bloccò. Aveva le mani chiuse nella sua stretta. La gamba era trattenuta dall’altra mano di Nate che stava risalendo verso l’alto, lungo la coscia. Lui stava cercando, avido, la bocca. Spostò il viso per evitarlo e cercò rifugio contro la sua clavicola.
«Basta, Nate.»
Lui si fermò e la fissò stupito. Rendendosi conto che aveva gli occhi lucidi, allentò la presa. L’aveva spaventata?
«Non so cosa mi è preso» mormorò, sedendosi di peso sul letto.
Si prese la testa fra le mani, in un gesto che trasudava sfinimento fisico ed emotivo.
Eva non aveva previsto il modo in cui si sarebbero rivisti, ma nemmeno il caos in cui erano finiti quella sera. Gli sedette accanto e, confortata dalle sue parole, gli confessò.
«È un mio problema. Mi aspettavo che… lascia stare.»
Nathan si voltò. Le strinse le mani.
«Il fatto è che sono incazzato ma non con te» precisò. «E vederti dopo tutti questi giorni mi fa un certo effetto» le confessò. «Più che a Cenerentolo assomiglio alla Bestia.» Vide Eva sorridere alla battuta.
«Ti ho di nuovo impaurita, vero?»
«Insomma. Anche se la conosco meglio, non sono mai preparata ad accogliere quella parte arrabbiata di te» ammise lei, sincera.
Se avesse saputo cosa c’era nel suo cuore per lei, se Nathan fosse stato chiaro, Eva glielo avrebbe anche permesso. Nella continua situazione d’incertezza tra loro, non le stava bene. Si avvicinò a lui e gli carezzò il viso. Aprì le mani e gliele passò fra i capelli, con una leggera pressione dei polpastrelli in modo da massaggiargli la testa.
Lui chiuse gli occhi. Le mani di Eva avevano sempre quell’effetto rilassante.
«Cosa vuoi, Lily? Cosa cerchi da me?» le chiese con voce roca.
«Voglio il mio Nate. Non la sua versione ufficiale o quella incazzata con tutto il mondo» gli bisbigliò contro le labbra.
Nathan deglutì, turbato. Capì perfettamente cosa lei intendeva. Aprì gli occhi e la fissò.
«Come fai?»
La fece voltare di spalle, le tolse le forcine e le sciolse i capelli. Cominciò ad accarezzarli. Adorava farlo.
Era una cosa che lo calmava. Le sfiorò con dolcezza la testa, le orecchie, il collo. Percepì il suo cambiamento, la sentì rilassarsi. Quando le parlò, la voce era un sussurro.
«Tu sei trasparente e pulita. In poche ore hai cancellato tutta quella spazzatura. Mi fai sentire che il mio lavoro è più importante dei pettegolezzi che lo sovrastano e lo rovinano. E con te riesco a essere un uomo normale o almeno ci provo.»
Eva si voltò e gli sorrise. Lui avvertì la sua serena fiducia. Avrebbe pagato qualsiasi cifra per averne soltanto una parte. Sapeva bene che doveva conquistarsi la propria e che sarebbe stato duro.
Nemmeno lei poteva aiutarlo.
«Quello che c’è fra me e te, esiste a prescindere da tutto il resto. Lo senti, Lily? Questa magia che si rinnova ogni volta che ti vedo, che ti sfioro.»
Nathan toccò con la punta delle dita le sue clavicole. Cambiò direzione e scese lungo il pizzo del reggiseno. La vide annuire e deglutire per l’emozione.
«Non l’avevo mai avvertita in maniera tanto forte» proseguì. «Sarebbe lo stesso se io facessi un altro mestiere? Non lo so. So che questa è la cosa speciale fra noi, Eva. Non avere paura, ti prego. Non avere paura di me» mormorò a pochi millimetri dalle sue labbra.

Mandala Series
#1 — Il senso interno del tempo
#2 — Il senso di una promessa
#3 — Il senso del nostro amore
La presente pubblicazione è una versione rivista e corretta dell’edizione del 2012 di Linee Infinite. Il romanzo originale di 600 pagine è stato diviso in due volumi, Il senso interno del tempo e Il senso di una promessa. Il senso del nostro amore, il terzo volume, è ancora reperibile nei maggiori store online nell’edizione originale.

L'AUTRICE
Monica Peccolo vive a Livorno, città di mare e mutamenti, ma sogna di viaggiare “come una volta”, con tempi lenti e parecchie fermate nel mezzo. È cresciuta con gli occhi sgranati e la mente aperta, giocando tra castelli di sabbia e installazioni artistiche, e i libri la seguivano ovunque andasse. Ha studiato informatica, fatto volontariato e lavorato come EDP manager, ma dopo un po’ la vita l’ha portata verso altri lidi.
Nel 2012 ha esordito con questa serie per Linee Infinite Edizioni e il suo ultimo romanzo è “Niente è come sembra” autoconclusivo).  
Il suo sito ufficiale è www.monicapeccolo.blogspot.it

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Facebook: www.facebook.com/peccolomonica/
Instagram: https://www.instagram.com/monica.peccolo/

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