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#92 Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie

Buongiorno, oggi pubblico la recensione di Profili letterari del Novecento di Salvatore La Moglie, edito Macabor Editore che ringrazio per la copia digitale.

 Autore: Salvatore La Moglie Editore: MacaborPagine: 184Anno di pubblicazione: 2020
Il volume raccoglie sedici profili di autori di dimensione internazionale che, nel Novecento, hanno operato da protagonisti lasciando un’impronta indelebile: Landolfi, Campana, Gadda, Spaziani, Buzzati, Ortese, D’Arrigo, C. Levi, Campo, Calvino, Caproni, Tabucchi, Bufalino, Gatto, Maraini e Berto. Da questi profili emerge non solo la particolare concezione della letteratura del ‘900 dell’autore ma uno spaccato della stessa nostra civiltà letteraria tanto segnata dal Decadentismo e dalla crisi dei valori
della società borghese che, purtroppo, continua in maniera accentuata nell’attuale fase segnata dalla globalizzazione e dal dominio assoluto della tecnica e di internet. Si tratta di un piacevole, arricchente e, pertanto, imperdibile viaggio nel cuor…

Un regalo sotto l'albero: Il Sogno di Amos di Riccardo Mainardi


Un regalo sotto l'albero: Il Sogno di Amos di Riccardo Mainardi


ESTRATTO
Quando Amos aprì gli occhi si ritrovò immerso nel buio più profondo.
Allora li richiuse e piombò in un torpore senza fine, nel grembo protettivo dell’incoscienza che lo cullava da tempo immemorabile.
Quando li riaprì fu abbagliato da una luce accecante. Il cielo irradiava ovunque un fosforescente chiarore.
Masse infuocate simili a meteore luminose disegnavano traiettorie irregolari dipingendo l’azzurro di roventi arcobaleni.
Ogni volta che si schiantavano al suolo un boato assordante echeggiava in ogni dove.
Giganteschi pennacchi di fumo salivano lenti da crateri spettrali verso un cielo oscurato da zolfo e cenere.
Spaventato, chiuse ancora gli occhi. Per un tempo che a lui parve infinito. Quando li riaprì per la terza volta si ritrovò in una foresta da favola, ai piedi di una cascata d’acqua cristallina, circondato da acacie secolari dal tronco possente come rocce sopra le cui fronde volteggiavano grandi uccelli da preda.
Una pioggia sottile aveva da poco impregnato con il suo tenue ma incessante cadere le radici di quegli alberi facendo dischiudere tutt’intorno fiori gialli, mentre un sole nascente invitava la natura a ossequiare il nuovo giorno. Amos decise che quella era la volta buona. Si ridestò dal suo profondo sonno e iniziò il suo cammino.
Dopo il risveglio non ricordava nulla del suo passato.
Quello avrebbe potuto essere il suo primo giorno di vita.
Eppure gli parve di aver già visto quegli alberi. Di aver già sentito lo scrosciare dell’acqua di quella cascata e il rombo del vulcano che ruggiva al di là della valle.
Di aver già assistito infinite volte alla magia del sorgere del sole e del suo tramontare. Gli sembrò di aver già attraversato quella foresta e quei ruscelli e che tutto ciò che lo circondava fosse già esistito. Non una, ma infinite volte.
Anche quel sentiero impervio che stava percorrendo gli parve già noto, così come già noto era il luogo a cui lo avrebbe condotto.
Ma come poteva aver già visto tutto ciò se lui era poco più che un fanciullo? Un fanciullo bruno, robusto, con gli occhi neri come l’ebano. E perché proprio a un fanciullo sarebbe stato affidato quel gravoso compito? Forse perché un bambino innocente è oblio di tutto ciò che è passato.
Perché un bambino è gioco. E’ una girandola che gira. E’ un primo moto verso il mondo e un santo dire sì a tutto ciò che si apre al nuovo.
Per portare a termine quell’arduo compito che gli era stato assegnato sarebbero occorse tutte queste qualità e molte altre ancora. Se Amos, come tutti i fanciulli, era innocenza e oblio, gioco e scommessa in un nuovo mondo, in qualcosa differiva dagli altri bambini. Sì, era assai diverso dai suoi coetanei.
Tutto ebbe inizio il giorno in cui varcò una porta maestra oltre la quale si dipartiva una via lunga ed eterna. Vi si era avvicinato perché aveva sentito bussare forte a quella porta.
Da allora si accorse che poteva deridere il tempo, un nemico che soltanto lui batteva ogni giorno senza barare e di cui poteva serenamente beffarsi. Ne percepiva lo scorrere solo attraverso la breve vita degli altri. Sì, lui era molto diverso dagli altri bambini.
Amos era immortale!


L'AUTORE
Classe 1957, laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano, risiede da molti anni a Rapallo, la sua città natale.
Ha diretto diverse filiali di un primario istituto di credito prima di ritirarsi a vita privata e potersi finalmente dedicare alle sue più grandi passioni: la filosofia e la letteratura.
Ama scrivere romanzi, poesie, aforismi e brevi saggi.
Esordisce come narratore nel 2011 con la silloge Le ultime lezioni dell’anno, edizioni Gammarò, classificandosi secondo al Premio Letterario Internazionale Per un mondo migliore.
Ha vinto numerosi concorsi letterari e di filosofia nelle sezioni narrativa, poesia, saggistica e aforismi. Fra questi, nel 2014 si è aggiudicato il primo premio al Concorso Letterario Scriviamo Insieme di Roma nella sezione narrativa inedita con il romanzo Polvere nella nebbia, successivamente pubblicato da Liberodiscrivere Edizioni. Quest’ultimo romanzo figura altresì fra i dieci finalisti del Premio Carver 2015 e ha ricevuto altri 4 riconoscimenti.
A fine 2018 pubblica con Giovane Holden Edizioni il romanzo storico-fantasy Il sogno di Amos, che si classifica primo al Premio Books for Peace di Roma(sezione Fantasy), si aggiudica un trofeo speciale della giuria al Premio Città di Sarzana 2019 e risulta finalista ai Premi Bukowski e Toscana in Poesia (sezione narrativa).
Negli ultimi anni ha vinto sette premi nazionali di filosofia.
Fra questi, si è classificato primo al Premio Nazionale di Filosofia Alla ricerca dell’anima con un saggio sul tema “Anatomia del rispetto” (Modena 2016) e ha ottenuto la vittoria al Premio Nazionale di Filosofia Le figure del pensiero, sezione Articolo filosofico (Certaldo 2018). L’anno successivo si classifica secondo nello stesso concorso con il saggio sul tema “Dove abita il bello?”.
L’autore ha di recente ultimato la stesura del suo quarto romanzo intitolato Mistress, finalista al Premio Letterario Internazionale Città di Como 2019 per la narrativa inedita.

MAINARDI RICCARDO
Nato a Rapallo (Genova) il 18/02/1957
Indirizzo: Via Don Minzoni 29 A/6
16035 Rapallo (Genova)
Telefono: 339 8049882
Indirizzo posta elettronica: riki.mainard@gmail.com

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