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#83 L'antipatica di Emiliano Dominici

Buon pomeriggio, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico la recensione di L'antipatica di Emiliano Dominici, edito Valigie rosse.

Autore: Emiliano Dominici Editore: Valigie Rosse
Genere: Narrativa
Pagine: 184 Anno di pubblicazione: 2019 
E poi c’è la vita, con il suo carico di motivi irrisolti e forse irrisolvibili che ti ronzano nel cervello come un’autoclave; la vita con la sua matassa di attimi, sofferenze e speranze difficile da districare, con il suo corso che interseca o sovrasta il nostro cammino, spesso nei momenti in cui non ce lo aspetteremmo, troppo spesso nei modi in cui non vorremmo. E allora l’antipatia può diventare una forma di resistenza, di salvaguardia contro ciò che non può essere accettato o che abbiamo già sopportato troppo a lungo; essere antipatici per non cedere. A qualsiasi prezzo. Come indica Alberto «Bebo» Guidetti, l’antipatica protagonista di questo romanzo «non si pone troppe domande, ma ne fa sorgere in chi legge».
Avete mai sentito la frase: …

Un regalo sotto l'albero: Indelebili (tracce) di Elena Carletti




Un regalo sotto l'albero: Indelebili (tracce) di Elena Carletti




Ludovica si sente persa, non riesce più a godere delle bellezze della vita dopo che un terribile incidente le
ha portato via la persona più cara al mondo. Inizia così un viaggio dentro sé stessa, nel campeggio della sua
infanzia insieme ai suoi genitori che non riescono a esserle d’aiuto e ad Amedeo, uno sconosciuto con un
passato tormentato alle spalle ma capace di dare un senso all’esistenza e all’identità di Ludovica.
È possibile sopravvivere al proprio dolore? Ludovica crede di no ma alcune tracce della sua vita, quelle
racchiuse tra parentesi alle quali non viene data importanza, riaffiorano forti come non mai in un viaggio
ricco di sentimenti forti e di un segreto che lascerà un segno indelebile nel cuore dei protagonisti.

ESTRATTO
Il campeggio non è cambiato per niente, sembrano essere rimasti al loro posto anche i piccoli fili d’erba, sopravvissuti dopo anni di cattiva manutenzione. Non farà bene alla mia psiche rimanere qui; troppo silenzio, troppa incuria. Rischio di odiare ancora di più la vita. Il vento nasconde i rumori ma le mie orecchie captano il suono di una chitarra. Cerco di farmi guidare dall’udito e cammino a occhi chiusi, senza paura di cadere o farmi male. C’è qualcosa di peggiore che potrebbe accadere? Mi fermo e apro gli occhi solo quando il suono diventa più forte. A pochi metri da me c’è
un ragazzo, è seduto sopra uno sgabello senza schienale, il piede sinistro posizionato su un masso e la gamba dello stesso lato sorregge la curvatura della chitarra. Non gli vedo il viso perché è proteso in avanti, così come la schiena, ma posso notare il
grosso tatuaggio sul bicipite, la coda di un drago o forse quella di un serpente. Le dita si destreggiano con sapienza tra le corde mentre le note di Nothing else matters sono lusingate dalla sua bravura. «Ti piacciono i Metallica?» chiede.
«No». Rispondo seccata ma lui sorride lo stesso.
«Questa canzone la conosci?»
«No».
Mi volto e faccio per andarmene. Lui riprende a suonare, accompagnando al suono anche le parole. Parole che conosco troppo bene. «Così vicino, non importa quanto lontano
Non potrebbe essere troppo lontano dal cuore Crediamo per sempre in quello che siamo e niente altro conta». I miei piedi si bloccano, una leggera esitazione… ma no, non conta più niente.


L'AUTRICE 
Elena Carletti, nata ad Ancona nel 1979, si è laureata in Economia e Commercio nel
2005 e ha conseguito un dottorato di Ricerca in Economia Aziendale nel 2011. Vive ad Ancona con il marito Roberto e due figli, Edoardo e Vittoria. Appassionata di lettura e scrittura, ha pubblicato due romanzi rosa, “Dall’andata al
ritorno. Una magica estate” e la commedia romantica “7 mesi”. Nel 2017 esce il suo primo romanzo giallo “La verità nascosta” e, nel 2019 “Sotto le apparenze”, un thriller psicologico pieno di colpi di scena. Con “Indelebili (TRACCE)”, romanzo di narrativa contemporanea, vengono messi in evidenza gli aspetti più profondi dell’animo con una storia dove la forma epistolare diventa un modo per ritrovare sé stessi.

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