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Un regalo sotto l'albero: La memoria di Elvira di Irene Milani



Un regalo sotto l'albero: La memoria di Elvira di Irene Milani


È possibile avere dei ricordi non nostri? Può succedere che ad un certo punto, senza volerlo, ci rendiamo conto che il nostro cervello ospita anche frammenti di una vita che non
abbiamo vissuto? Questo è il dubbio che travolge Margherita, giovane donna che lavora come pubblicitaria a Torino dopo una trasferta a Lazise. Cosa la lega ad Elvira, ragazza
vissuta in quei luoghi durante la seconda guerra mondiale? Due protagoniste molto diverse tra loro vedranno intrecciare i fili della memoria che porterà Margherita sulle tracce di un passato di cui ignorava l'esistenza. Il passato va custodito
in esso si può nascondere la sofferenza
e, allo stesso tempo, il rimedio ad essa.


ESTRATTO
Pietro prese la mia mano e mi guidò poco distante dalla chiesa; camminando mi chiedevo cosa mai dovesse darmi di così segreto da portarmi così lontana. Poi colsi un'ombra e il mio cuore iniziò a
battere più forte: avrei riconosciuto quella sagoma ovunque!
Incurante di ogni forma di orgoglio e di prudenza gli corsi incontro e lo abbracciai, trattenendo a stento le lacrime. Lui parve stupito, ma non infastidito, dalla mia reazione perché rispose al mio
abbraccio stringendomi delicatamente tra le sue braccia, cosa che mai mi sarei aspettata. D'altra parte non avrei mai pensato di comportarmi così io stessa, lasciando trapelare in modo tanto
evidente i miei sentimenti verso di lui.
«Dove sei stato tutto questo tempo?»
«Meno sai, meglio è. Quello che faccio è pericoloso e non voglio coinvolgere nel rischio altre persone; è una mia scelta e voglio essere solo io a pagarne le conseguenze.»
«E tua madre? Non pensi a lei? In questo periodo l'ho vista spesso ed è molto preoccupata, anzi rassegnata per la tua sorte.»
«Lo so e mi dispiace, ma devo fare quello che sento! Sono stato da lei fino ad ora e le ho spiegato la situazione, promettendole di farmi vivo ogni tanto e di cercare di non farmi ammazzare.» pronunciò
quelle parole con tanta noncuranza, quasi non stesse parlando di lui, che sentii una fitta allo stomaco. Sembrava quasi avesse già deciso quale sarebbe stato il suo destino: niente e nessuno gli avrebbe fatto cambiare idea.
Sarei stata tutta la notte a parlare con lui ma dovevo raggiungere in fretta i miei genitori, prima che si accorgessero che ero sparita. Qualche rado fiocco di neve iniziava a scendere dal cielo plumbeo,
rendendo il momento del nostro distacco ancora più simile alla scena di un libro.
Prima che mi allontanassi mi diede un leggero bacio sulla fronte, accarezzandomi la guancia dove si era posato un fiocco… o forse era una lacrima? Mi strinse la mano e vi pose all'interno un piccolo
oggetto avvolto in un foglio di giornale.
«Un piccolo regalo, l'ho fatto in una delle lunghe sere davanti al fuoco.» bisbigliò prima di svanire svoltando in un angolo buio della strada, che rimase deserta.
«L'unico regalo per me è che tu sopravviva...» affidai quelle parole al vento, che le disperse in un turbine di neve, quasi le sillabe si fossero cristallizzate.


L'AUTRICE
Irene Milani nasce a Milano nel 1977. Dopo la maturità scientifica si laurea in Conservazione dei Beni culturali all’Università di Parma nell’indirizzo archeologico. Dopo il matrimonio si trasferisce in provincia di Como dove lavora come insegnante di italiano alle scuole medie.
Attualmente ha pubblicato sei romanzi e ha ricevuto riconoscimenti per alcuni racconti a tema storico.

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