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REVIEW PARTY: Holy Sister. Vol.3 Nona Grey di Mark Lawrence

  Buon pomeriggio, è arrivato il momento di pubblicare la recensione dell'ultimo volume della trilogia di Nona Grey.   Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso

RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buon pomeriggio, oggi pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia in collaborazione con Thrillernord. Questa volta vi parlo di Binge Eating o Disturbo da Alimentazione incontrollata e lo faccio partendo dal libro di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, Non superare le dosi consigliate.


Autrice: Costanza Rizzacasa d’Orsogna
Editore: Guanda
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2020
Genere: romanzo

«Non c’è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco…» C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano. Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c’è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. Allora Matilde si chiude in casa per tre anni, e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale? Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.

Le tematiche trattate da Non superare le dosi consigliate sono tante, tutte molto interessanti e serie. Ho deciso però di soffermarmi su un disturbo dell’alimentazione poco conosciuto, si tratta del binge eating o Disturbo da Alimentazione incontrollata. La protagonista di questa storia è Matilde, una bambina e poi donna, figlia di una madre bulimica. Matilde ha sempre lottato con il suo peso, la madre l’ha sempre considerata grassa tanto da utilizzare anche con lei il metodo che usa a sua volta per non ingrassare: il Dulcolax. La madre le sgrana il blister di Dulcolax come fossero mentine, all’inizio sono due compresse, presto diventano un blister.

“Non c’è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così io prendo il Dulcolax ogni sera, perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra una bambina grassa e i lassativi, visto che non dimagrisco, tra i lassativi e la bulimia di mia madre, che è magra e scarna e il Dulcolax lo sgrana direttamente in bocca, due-tre blister al mattino, e mangia tutto ciò che vuole, e poi va a vomitare. Due dita in gola, finchè non torna su, ma a lei ritorna subito. Due dita in gola, è così facile, mi dice. M’incoraggia. Non mi ha insegnato a truccarmi, ma mi ha insegnato a vomitare.”

Come si può ben capire il disturbo dell’alimentazione è un vero problema in questa famiglia, le condotte utilizzate dalla madre vengono trasmesse a Matilde come fossero insegnamenti di vita cui farne tesoro. Matilde soffre di bulimia come la madre ma al contrario suo lei dopo aver mangiato non va a vomitare, non digiuna e non smaltisce, prende solo il Dulcolax. Quindi Matilde soffre anche di binge eating, ma cos’è il binge eating?
Il termine significa letteralmente “abbuffata di cibo” e indica episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve con la sensazione di perdere il controllo su cosa e quanto si sta mangiando. Questi episodi di abbuffata devono essere caratterizzati da un notevole disagio. Inoltre queste abbuffate nel binge eating sono caratterizzate dai seguenti aspetti:
-mangiare molto più velocemente del normale
-mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni
-mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente affamati
-mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta -mangiando
-sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o molto in colpa dopo l’episodio
Nel binge eating la gravità viene valutata in base alla frequenza degli episodi di abbuffata:
-lieve se sono presenti 1-3 episodi di abbuffata a settimana
-moderata se sono presenti da 4 a 7 episodi di abbuffata a settimana
-grave se sono presenti da 8 a 13 episodi di abbuffata a settimana
-estrema se sono presenti 14 o più episodi di abbuffata a settimana
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata si distingue dalla bulimia nervosa perché chi ne soffre non mette in atto sistematicamente comportamenti compensatori per controllare il peso, come vomito, abuso di lassativi, digiuno o eccessivo esercizio fisico.
A soffrire maggiormente del Disturbo da Alimentazione Incontrollata sono le donne, anche se la percentuale di soggetti di sesso maschile, pari a circa il 40%, è superiore a quella di anoressia e bulimia nervosa. Il picco di insorgenza è nella prima età adulta, ma può riguardare un ampio intervallo di età. È il Disturbo del Comportamento alimentare più frequente: si ritiene che il 3.5% delle donne e il 2% degli uomini adulti svilupperanno un Disturbo del Comportamento Alimentare nel corso della vita.
Quali possono essere le cause?
Il disturbo sembra essere ricorrente nelle famiglie, il che può far pensare a influenze genetiche. Vi sono diversi studi sui fattori di rischio e sui fattori scatenanti le abbuffate, ma nessuno offre risposte completamente esaurienti; importante è sottolineare che oltre a fattori genetici, sembrano coinvolti anche fattori di tipo neuroendocrino, evolutivo-attaccamentali e di tipo sociale. Come appare evidente in Non superare le dosi consigliate, sembrerebbero avere un ruolo decisivo le difficili esperienze di vita infantili, la presenza di disturbi depressivi nei genitori, la tendenza all’obesità e la ripetuta esposizione a commenti negativi riguardo la forma, il peso e la modalità di alimentazione.
Il cibo è per coloro affetti da questo disturbo, un alleato scomodo, in grado di consolare nei momenti più tristi o di gratificare in quelli di gioia, che lascia però dietro sé il senso di colpa dell’abbuffata e uno spiacevole residuo di chili superflui. Il paziente affetto da binge eating vorrebbe abbuffarsi, ma non subirne gli sgradevoli effetti sul proprio corpo/peso. Spesso si nota che i soggetti affetti da disturbo da alimentazione incontrollata manifestano un maggior livello di ansia e di depressione, nonché una maggiore insoddisfazione per il proprio corpo rispetto a persone che non sono soffrono di binge eating.
Trattamento. In letteratura vi sono pochissimi dati riguardanti il trattamento del binge eating e sull’efficacia delle terapie impiegate; è da notare che, a breve termine, la frequenza delle abbuffate diminuisce in modo significativo in risposta alla terapia farmacologia con antidepressivi e a varie forme di psicoterapia.
In conclusione credo che Non superare le dosi consigliate sia un libro scritto davvero bene, capace di far capire la portata di questo disturbo in modo chiaro ed efficace. L’autrice ha saputo creare un personaggio credibile, una ragazza con le sue fragilità e i suoi problemi. La storia di Matilde può essere la storia di tante ragazze vittime dei comportamenti deleteri dei propri genitori, vittime dei pregiudizi, delle discriminazioni, del loro bisogno di affetto. La fame di Matilde è lo specchio della sua fame di affetto e considerazione. Nonostante il tema sia molto serio il libro è scritto in maniera leggera e spesso ironica senza mai, però, finire per ridicolizzare il problema.

LIBRI CONSIGLIATI:
-Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating (2014) Christopher G. Fairburn. Cortina Raffaello.
-Binge eating e bulimia (2010) Debra L. Safer, Christy F. Telch, Eunice J. Chen. Cortina Raffaello.
-Donne che mangiano troppo. Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi (2014) Renate Gockel. Feltrinelli.
L'AUTRICE
Costanza Rizzacasa d’Orsogna è laureata in scrittura creativa alla Columbia University di New York. Scrive sul Corriere della Sera e sul supplemento culturale la Lettura, e tiene sul settimanale 7 la rubrica anyBody – Ogni corpo vale. Nel 2018 ha pubblicato la favola di successo Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare (Guanda), in corso di traduzione in vari Paesi. Non superare le dosi consigliate è il suo primo romanzo.

Commenti

  1. Se bulimia e anoressia sono distrubi che conoscevo, il bing eating non l'avevo mai sentito nominare. Purtroppo questo mondo si scopre sempre più ampio...
    Questo genere di romanzi apre davvero una finestra su tante problematiche

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