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REVIEW TOUR: Il sentiero delle lucciole di Jane Rose Caruso

  Buongiorno, oggi torno con la recensione di Il sentiero delle lucciole, un libricino davvero molto carino e profondo.  Titolo: Il sentiero delle lucciole Autore: Jane Rose Caruso Editore: self publishing   Data di pubblicazione: 11 Novembre 2020 Genere: racconto romance   In seguito alla morte del padre, Melanie Sophie Spencer, affermata psicologa, è costretta a trasferirsi da Parigi nella fattoria dove è cresciuta, a Conerville.Non è facile, per Melanie, ritrovarsi faccia a faccia con i ricordi più dolci, intimi e dolorosi della sua infanzia: la vita in campagna, i sapori e gli odori di casa, ma anche la morte di sua madre e il bullismo subito da adolescente. Dal passato di Melanie non tornano, però, solo i tramonti infuocati, l’odore del fieno appena tagliato e i malinconici ricordi familiari, ma anche Jonny, il suo migliore amico da bambina, la ragione per cui Melanie è riuscita a sopportare tutto. Per la ragazza inizia uno struggente viaggio nel passato, partendo da Co

#81 E fuori vennero i lupi di Andrea Marzocchi

Buon pomeriggio, oggi pubblico la recensione di E fuori vennero i lupi di Andrea Marzocchi edito AUGH! Edizioni. Ringrazio l'ufficio stampa per la copia digitale.


Autore: Andrea Marzocchi
Editore: AUGH! Edizioni
Pagine: 260
Data di pubblicazione: 30 ottobre 219
Genere: romanzo


Dopo una cena di tensioni e silenzi, Michele Cattabriga si sveglia con la volontà di fare pace con Marta, la donna che ama. Si ritrova però imprigionato nel seminterrato della loro abitazione, senza alcun contatto con l'esterno. Michele, che scrive cruciverba e ha fatto dell'enigmistica un lavoro, non riesce a definire i contorni della misteriosa reclusione. Quindi fa riaffiorare, ripercorrendoli, i punti salienti del proprio passato: dalla perdita del padre all'adolescenza trascorsa in Scozia, terra d'origine della madre e teatro dei suoi primi esperimenti di "adultità". E poi l'incontro con Marta, una storia di alti e bassi, esaltazioni e dolori, costruita attorno al segreto che lei custodisce. Un romanzo che segue e scava nella psicologia del protagonista, alla ricerca di un senso che possa dirimere l'enigma della sua prigionia; un gioco di specchi in cui la realtà sembra emergere solo incrociando il significato delle parole chiave della propria vita.


Ti chiami Michele Cattabriga. Il tuo cognome, nel dialetto delle parti in cui sei nato e vivi, significa "cerca guai". Ma non per te, figuriamoci. Sei un tipo concreto, uno da rivista scientifica sul tavolino del salotto. Cattabriga è solo l'insieme di lettere che identifica il tuo ceppo familiare. Anche se una parte di te sospetta che a volte le etichette siano come calamite: attirino. E quando si tratta di avvenimenti, propizino.

Michele di mestiere fa le parole crociate, è ciò che ha sempre voluto fare. Sa come usare le parole, come giocarci, come manipolarle. E' ciò che fa anche durante la narrazione, forse per esorcizzare ciò che gli accade, per dare un senso a ciò che sembra  non averne. Un mattino Michele si sveglia su un materasso buttato nel seminterrato di casa sua, non sa spiegarsi perché si trova lì, come ci sia finito. Lui nel seminterrato non ci va quasi mai. Si chiede subito che fine abbia fatto Marta, la sua fidanzata. Chi lo ha rinchiuso lì può averle fatto del male? Cosa vogliono da lui? Michele che crea enigmi per lavoro non sa darsi una spiegazione sull'enigma che l'ha improvvisamente coinvolto.
Tra momenti di sconforto, richieste di aiuto urlate a squarciagola, sonni agitati, Michele ripercorre la sua esistenza. Riflette sul suo passato, sulla sua infanzia, sul rapporto con i genitori, sul tempo passato in Scozia, terra della madre. In particolare ripensa e riflette sull'incontro con la bellissima Marta, sul loro rapporto, a come si è evoluto nel tempo. Tutta la narrazione è fatta di grandi riflessioni, di giochi di parole che intrattengono e fanno riflettere il lettore. Il finale è stato inaspettato e l'ho apprezzato.
E fuori vennero i lupi è un romanzo che merita attenzione, che necessita di concentrazione per assaporare le parole, i pensieri del suo protagonista.
La narrazione a volte l'ho trovata un po' lenta, troppo concentrata sul passato di Michele. Mi sarebbe piaciuto che Michele riflettesse maggiormente su ciò che gli accade nel presente, sulla sua prigionia, su ciò che egli è ora, magari anche sul suo futuro.
Consiglio la lettura di E fuori vennero i lupi a coloro che amano i romanzi introspettivi e anche a chi ama giocare con le parole come fa il suo protagonista.

🌟🌟🌟/5🌟

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