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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

Buongiorno, oggi in collaborazione con Thrillernord, pubblico l'appuntamento mensile con la rubrica di psicologia. Partendo dal libro Il volto dell'assassino di Amy McLellan (trovate la recensione sul blog) vi parlo di prosopagnosia, disturbo del quale è affetta la protagonista del libro.

Autore: Amy McLellan
Traduzione: Maria Elisabetta De Medio
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 360
Anno di pubblicazione: 2020 Link d'acquisto: https://amzn.to/31C3nor
In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella. Ma lei sa che …

REVIEW PARTY: La Città di Ottone di S.A. Chakraborty



Buongiorno, oggi partecipo al Review Party di La Città di Ottone, ultima tappa di questo bellissimo evento. Ringrazio di cuore la Oscar Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere questo meraviglioso libro.


 Titolo: La città di Ottone
Autrice: S.A. Chakraborty
Editore: Mondadori
Pagine: 528
Prezzo di copertina: 22,00 €



Egitto, XVIII secolo. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino
scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici
marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa
ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli. 



Nahri è una giovane ragazza che vive al Cairo, per mantenersi fa la guaritrice. Ha la capacità di guarire se stessa e di percepire le malattie altrui. Non ha però piena consapevolezza di questo dono, non riuscendo così a gestirlo nel modo giusto. Per questo motivo Nahri perlopiù inganna il prossimo, è una truffatrice. Legge le mani ma vorrebbe tanto leggere su carta, purtroppo non lo sa fare. Il suo più grande desiderio è quello di poter studiare con i precettori di Instanbul, studiare la medicina e imparare veramente a guarire le persone in modo onesto. L'incontro con Dara, un jinn guerriero dall'età indefinibile e molto affascinante che ha invocato involontariamente, cambierà il suo destino. Dara le permetterà di fare luce sulle sue origini e sui suoi poteri di guaritrice. 

E quindi ti limiti a vivere con questi poteri come se niente fosse? le domandò. «Non ti sei mai chiesta perché li hai? Per l'occhio di Solimano...potresti rovesciare governi e invece derubi i bifolchi!» Quelle parole la fecero infuriare. Lascioìò cadere l'otre. «Io non derubo i bifolchi» sbottò. «Prova tu a vivere per le strade quando hai cinque anni e parli una lingua che non capisce nessuno. Quando ti buttano fuori da tutti gli orfanotrofi perché sai qual è il prossimo bambino che morirà di tubercolosi e perché dici alla maestra che le sta crescendo un'ombra nella testa.» Ribolliva di rabbia; per un attimo i ricordi avevano avuto la meglio. «Faccio quello che devo fare per sopravvivere.» «Ed evocarmi?» chiese lui, senza traccia di pentimento nella voce. «Anche quello l'hai fatto per sopravvivere?»
«No, quello era una parte di una stupida cerimonia.»

I due inizieranno così un lungo viaggio tra le dune del deserto, tra creature di fuoco, d'acqua e d'aria. Nahri deve così ammettere con se stessa che la magia esiste e che è meglio prenderla sul serio e non sfidarla. Dara condurrà Nahri a Daevabad, la città di ottone, cosa succederà loro? Saranno accolti in modo positivo o ci sarà qualcuno pronto ad ostacolarli? Cosa significherà per Nahri arrivare in città? Riuscirà a scoprire qualcosa in più sulle sue origini?
La città di ottone è sicuramente un fantasy coinvolgente e pieno di colpi di scena. Io non mi sono mai annoiata anche se, devo ammettere, che la prima parte è più lenta rispetto alla seconda. Il fulcro del racconto, la parte più interessante coincide proprio con l'arrivo di Nahri e Dara a Daevabad.
I personaggi di Nahri e Dara sono molto ben delineati, sono entrambi molto orgogliosi, cocciuti, determinati e coraggiosi. Il loro rapporto mi ha appassionata, all'inizio tra i due sono fulmini e saette proprio perchè hanno due caratteri molto forti. Con il tempo imparano a conoscersi e ad apprezzare l'altro, fino ad arrivare a volersi bene e tenere l'uno all'altro.
Lungo la narrazione incontriamo diversi personaggi, oltre ai due protagonisti. Inizialmente conosciamo Yakub, lo speziale che ha la bottega vicina a quella della ragazza. Per Nahri Jakub è un grande amico nonchè collega. Egli continua ad ammonire la ragazza sul suo scetticismo riguardo all'esistenza della magia, le ripete continuamente di non giocare con essa. Inoltre è il suo primo sostenitore, vorrebbe che Nahri trovasse un lavoro più tranquillo, magari come levatrice.
A Daevabad facciamo la conoscenza di vari personaggi, tra i più interessanti e maggiormente delineati troviamo Alizayd al Qahtani, il principe; Muntadhir suo fratello ed erede più prossimo al trono; Zaynab sua sorella, il re Ghassan e Nisreen.
La lettura è stata a tratti un po' complicata perché ho avuto difficoltà a ricordare i vari nomi delle tribù e a collocarle ogni volta. Alla fine del libro c'è un glossario che aiuta nella lettura ma, ahimè, l'ho visto solo a lettura conclusa.
La prosa è fluida, i dialoghi sono ben scritti e coinvolgenti. La descrizione dei luoghi è davvero apprezzabile.
Altra nota a favore è il lavoro di ricerca sulla mitologia e la storia dei luoghi fatta dall'autrice che traspare dalla narrazione, dai dettagli riportati. 
Il finale mi è piaciuto anche se è stato difficile da accettare...se siete curiosi non vi resta che leggerlo.
Consiglio la lettura di La città di ottone a chi ama l'Egitto, la mitologia, le sabbie del deserto, i fantasy che ti rapiscono dall'inizio alla fine.

🌟🌟🌟🌟/5🌟

Commenti

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