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BLOGTOUR: Gli scomparsi di Alessia Tripaldi

Buongiorno, oggi partecipo con immenso piacere al blogtour di Gli scomparsi di Alessia Tripaldi, edito Rizzoli.
In questa mia tappa vi parlo dell'archetipo del distruttore, nel quale possiamo fare rientrare il serial killer disorganizzato.




«…sarebbe sorprendente se la psiche fosse l’unico fenomeno biologico che non mostri chiare tracce della sua storia evolutiva»
(Carl Gustav Jung, 1947,1954)

La prima volta che Jung utilizzò la definizione di inconscio collettivo era il 1912 nel suo libro Trasformazioni e simboli della libido, dove egli riportava il contenuto di alcune allucinazioni di pazienti schizofrenici senza nessuna cultura e scolarizzazione. In questi deliri si evidenziavano miti di un passato ed elementi culturali che loro non potevano aver in alcun modo direttamente conosciuto e tanto meno acquisito.                                                                                                 
Gli archetipi sono l'eredità psicologica inconscia: a differenza di Fr…

RUBRICA: Un libro per riflettere

Buon pomeriggio, torna come ogni mese (ci fermeremo però ad agosto) la rubrica Un libro per riflettere in collaborazione con la dottoressa Ada Piacentini. Questa volta abbiamo scelto il tema dell'autismo e io ho letto Reperto Occasionale: l'autismo visto dall'autismo di Gianni Papa.


Autore: Gianni Papa
Pagine: 148
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2015
Genere: Narrativa
Link d'acquisto: Amazon


Due genitori si accorgono che il loro primo figlio è autistico. Comincia una lenta discesa nell'inferno della riabilitazione dall'autismo, dei medici impreparati e sbruffoni, delle psicologhe agghiaccianti, delle persone normali orripilanti, degli esperti, degli analisti del comportamento. Un campionario umano bellissimo, visto dagli occhi dello stesso bambino disabile, che non è mai stato così abile. Un romanzo straziante, incredibile, forsennato come una bestemmia. L'autismo come non lo ha mai raccontato nessuno!

Ho scelto di leggere questo libro perché mi è piaciuta l'idea di parlare dell'autismo attraverso le parole di un bambino autistico. 
Cos'è l'autismo? L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che in genere si manifesta con precocità, nei primi tre anni di vita, anche se molti bambini e ragazzi ad alto funzionamento arrivano a una diagnosi tardiva, a volte anche in età adulta.
È importante ricordare che la diagnosi di autismo non è strumentale (non esistono esami specifici) ma si basa sull’osservazione dei comportamenti.
Le caratteristiche individuali di ogni soggetto autistico possono essere molto diverse, ma esistono delle aree nelle quali il disturbo si manifesta e che aiutano a definire quella che oggi viene chiamata sempre più spesso “neurodiversità”. Le aree compromesse sono diverse: comunicazione, socialità, attenzione, immaginazione, regolazione emotiva, funzioni esecutive, area sensoriale.
Come possiamo vedere nel bambino protagonista del libro, una caratteristica dell'autismo è la stereotipia, ossia la ripetizione di movimenti, utilizzo ripetitivo di determinati oggetti, ripetizione di suoni (palilalia).

Per esempio, non mi piace ripetere "pane" "albero" "cucchiaio", mentre mi piace tanto "psicomotricista", mi piace inifinitamente fare l'imitazione di Pingu, mi piace fare le linguacce e le smorfie nello specchio e mi piace anche dire "psicomotricista" mentre la webcam del pc riflette la mia immagine.

Dalla nascita i genitori del bambino hanno visto che c'era qualcosa che non andava, il parto non è stato semplice. I dottori dicevano che era tutto a posto, che il bambino cresceva bene. Alle perplessità dei genitori i dottori rispondevano che era normale che il bambino avesse qualche difficoltà, in fin dei conti il parto era stato complicato.

Con la crescita le diagnosi sulle sue difficoltà sono state diverse, tra le quali disregolazione del lobo temporale e autismo.
Il libro è incentrato sulle varie terapie e sugli incontri con i vari esperti: terapeuti, medici, psicologi, educatrici. Il rapporto difficoltoso tra la madre e il padre del bambino fa da sfondo a tutto ciò.
Come ho già detto ho apprezzato l'utilizzo del punto di vista del bambino protagonista, il linguaggio utilizzato però non è adatto all'età del bambino nè ad un bambino autistico. Un bambino di quattro anni non darà mai del ricchione al terapista!
L'autore descrive bene le difficoltà che incontra un genitore con un figlio con disabilità, le varie diagnosi, professionisti incompetenti e con poca umanità e professionalità, i soldi che non bastano mai per coprire i costi delle terapie, scegliere la terapia giusta per il bambino.
In questo caso il padre del bambino stesso decide di formarsi come terapista ABA per poter aiutare meglio il figlio, non mi sorprende affatto!
Nel complesso credo che il libro faccia capire abbastanza bene cosa voglia dire vivere con l'autismo.




⭐⭐⭐/5⭐

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