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BLOGTOUR: Al di là di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo. La figura dell'adolescente

Buongiorno, eccoci finalmente alla mia tappa di questo bellissimo blogtour. Io vi parlerò dell'analisi psicologica, riflessiva e introspettiva della figura dell'adolescente.L'adolescenza, come sappiamo bene tutti e anche Moon protagonista del libro, è un periodo particolare, fatto di scoperte, dubbi, insicurezze, difficoltà ma anche grandi gioie e si spera, spensieratezza.                                                                                      Il termine “adolescenza” deriva dal latino adolescere, che significa “crescere, svilupparsi, diventare adulto”. L'adolescenza inizia quando cominciano a essere prodotti gli ormoni sessuali da alcune ghiandole del corpo. Di solito le donne iniziano a produrli all'età di 11 o 12anni, mentre per i maschi ciò avviene un po' più tardi, tra i 12 e i 13anni. Sono gli ormoni sessuali a far iniziare una serie di trasformazioni fisiche, come, ad esempio, l'aumento della statura. Sempre dal punto di vista fisico, l&…

#94 La felicità si racconta sempre male di Gaudenzio Schillaci


Buongiorno, oggi pubblico la recensione di La felicità si racconta sempre male di Gaudenzio Schillaci, edito Dialoghi. Ringrazio l'autore per la copia digitale.

 
Autore: Gaudenzio Schillaci 
Editore: Dialoghi
Pagine: 188
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2020
Genere: noir

Catania, giugno 2017: il cadavere di un uomo, Gerri Santiloro, viene ritrovato in un vicolo del centro crivellato da tredici proiettili. A occuparsi dell'evidente omicidio arrivano, sul luogo del delitto, l'ispettore Bonanno e il commissario Davide Bovio, che trovano subito una stranezza: sul corpo della vittima c'è una lettera d'addio. Le prime impressioni, basate su quelle poche righe, li conducono all'Hotel Ungheria, dove l'uomo risiedeva, e a fare la conoscenza di Cristina Selleri, cameriera del Palomar, locale dove Santiloro trascorreva le sue giornate in solitaria. Del passato di Gerry non si sa nulla: i due poliziotti concentrano le loro indagini sul tentativo di ricostruire, attraverso le parole della Selleri, innamorata di Santiloro, gli ultimi giorni di vita di quest'uomo che nascondeva, tra ombre e misteri, un desiderio di vendetta a lungo covato. A ingarbugliare le indagini contribuisce la confusione del commissario, uomo dai sentimenti avvizziti ma affascinato dalla giovane testimone.
 
La felicità si racconta sempre male è il noir d'esordio del promettente scrittore Gaudenzio Schillaci. Si tratta di un noir atipico, particolare nella sua struttura, incentrato più sui suoi personaggi che sull'indagine in corso. Protagonista è Genni Santiloro, un uomo enigmatico, solo, con un passato oscuro, attraente nel suo modo di porsi, di parlare di sè e della vita.

Non era certo un bell'uomo, Gerri, eppure, a suo modo, era dotato di una sua forma di fascino: quello delle cose distrutte, consumate dall'usura e dal tempo che è passato. E lui, consumato, lo era di sicuro.

Gerri viene crivellato da ben 13 proiettili, nonostante la lettera d'addio trovata sul corpo dell'uomo, non si può non essere sicuri che si tratti di omicidio. Gerri viveva all'Hotel Ungheria, passava le sue giornate al Palomar, il bar di fronte all'Hotel. Il Palomar era anonimo al punto giusto, il posto adatto per esiliarsi dal mondo. Gerri seduto allo stesso tavolo del bar, davanti alla vetrata, pigiava continuamente i tasti del suo computer, chissà cosa scriveva, a cosa pensava quando guardava fuori, le persone che passavano per strada. E' ciò che si chiede Cristina, barista del Palomar che lo ha scrutato, osservato con crescente interesse. La bella Cristina, dai capelli lunghi, biondi, di origine danese, così diversa da Santiloro e allo stesso tempo simile per il suo modo di ritirarsi dalla folla, di disinteressarsi, almeno apparentemente, a chi le sta intorno. Cristina voleva conoscere quell'uomo così schivo, chiuso in sè stesso, affascinante, e alla fine si è fatta avanti, i due si sono conosciuti. Da lì, da quel momento fatidico, nonostante le resistenze dell'uomo è nato un rapporto fatto di botta e risposta, di frasi enigmatiche, di provocazioni da parte di lui e di domande per capire quell'uomo tanto misterioso da parte di lei. 
In questo noir non è l'indagine sulla morte di Santiloro a prevalere ma il rapporto tra i due protagonisti, il loro scoprirsi a vicenda, conoscersi. A questo duo si aggiunge un altro protagonista, il commissario Bovio, che insieme a Bonanno è incaricato ad indagare sulla morte di Santiloro. Bovio indaga sul passato misterioso della vittima e sui suoi ultimi giorni di vita. Entra così in contatto con Cristina, la testimone che può ricostruire i suoi ultimi istanti di vita. La ragazza è disperata, sconcertata dalla morte di Gerri. Bovio, uomo corrotto, spregievole, sessista, non rimane indifferente alla bellezza e alla fragilità di Cristina. Ne rimane affascinato, con lei riesce ad essere un uomo migliore. 
La trama gira intorno a questi tre personaggi: Gerri, Cristina e Bovio. Le indagini fanno da sfondo alla loro personalità, ai loro vissuti, ai loro pensieri e alle relazioni che si instaurano durante la narrazione. Schillaci tira fuori dai suoi personaggi il buono e il marcio, porta a galla il fango, i detriti dei suoi protagonisti e te li buttà lì, senza tante cerimonie, prendere o lasciare. 
Ciò che ho percepito dallo stile di Schillaci, che usa parole dure, espressioni talvolta fastidiose, soprattutto quelle che escono dalle bocche di Bovio e Bonanno, è il suo disinteresse a piacere a tutti i costi al lettore. Ho percepito la necessità dello scrittore di scrivere, di esprimere sè stesso, di vuotare il sacco raggiungendo una sorta di catarsi. Rimango sempre piacevolmente colpita quando trovo uno scrittore con questa esigenza palpabile. Chissà se avremo modo di continuare la conoscenza di Bovio, per lui ho percepito un nuovo inizio, una nuova vita. Spero davvero che per Schillaci La felicità si racconta sempre male sia solo un inizio, un ottimo inizio perché lui ha il fuoco dentro e non deve spegnersi!

⭐⭐⭐⭐

L'AUTORE
Gaudenzio Schillaci è nato nel 1990 a Catania. Vive e lavora a Bologna. Appassionato di letteratura, di musica e di cinema, ha collaborato per anni con lo scrittore Alberto Minnella. La felicità si racconta sempre male è il suo romanzo di esordio.

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