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BLOGTOUR: Al di là di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo. La figura dell'adolescente

Buongiorno, eccoci finalmente alla mia tappa di questo bellissimo blogtour. Io vi parlerò dell'analisi psicologica, riflessiva e introspettiva della figura dell'adolescente.L'adolescenza, come sappiamo bene tutti e anche Moon protagonista del libro, è un periodo particolare, fatto di scoperte, dubbi, insicurezze, difficoltà ma anche grandi gioie e si spera, spensieratezza.                                                                                      Il termine “adolescenza” deriva dal latino adolescere, che significa “crescere, svilupparsi, diventare adulto”. L'adolescenza inizia quando cominciano a essere prodotti gli ormoni sessuali da alcune ghiandole del corpo. Di solito le donne iniziano a produrli all'età di 11 o 12anni, mentre per i maschi ciò avviene un po' più tardi, tra i 12 e i 13anni. Sono gli ormoni sessuali a far iniziare una serie di trasformazioni fisiche, come, ad esempio, l'aumento della statura. Sempre dal punto di vista fisico, l&…

Rubrica: Un libro per riflettere

 Buon pomeriggio, eccomi di nuovo qui con la rubrica Un libro per riflettere in collaborazione con la Dott.ssa Ada Piacentini. Questa volta vi parliamo di Depressione post-partum, per farlo ho deciso di leggere Cattiva di Rossella Milone.


 Autrice: Rossella Milena 

Editore: Einaudi

Pagine: 128

Data di pubblicazione: 2018

Genere: romanzo


Accanto ad ogni culla, ciondolano dal sonno due genitori appena nati. Un giovane uomo intenerito e forte, una giovane donna sorpresa e tramortita, che imparano a spostarsi dal centro del mondo. Perché quella bimba tutta rosa che agita i morbidi piedini è inoffensiva solo all’apparenza. Soffice ma imperativa come un peso piuma, ha stravolto tutto in un istante.
«Passiamo ore cosí, a fissarci e a non sapere che fare. Mi viene da dirle, Ma che vuoi da me. Io non ti merito. E lei mi guarda. Perché sa che in qualche modo la merito, anche se non sa come dirmelo». Alle tre di notte, mentre la città riposa, la madre e la figlia sono sul divano. Una ha due mesi e urla come un’ossessa, l’altra ha trent’anni e fissa la parete, coi piedi scalzi, cercando di ricordarsi com’era vivere quando di notte si dormiva. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. Questo romanzo riesce in un’impresa impossibile: raccontare l’accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. «Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l’evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto». Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d’amore forse è proprio il momento giusto per farlo. 
 

Da mamma dico sempre che quando si diventa genitore la vita non cambia perché ne inizia una nuova. Le abitudini, i ritmi, le giornate intere, la mente, tutto si rivoluziona! Lo sa bene Emilia che alterna i racconti del parto con quelli dei primi mesi di vita della bambina.         Con la nascita di un bambino nasce sì una nuova vita, un miracolo, ma nasce anche una mamma, un padre e una coppia di genitori. Così tutti i pezzi del puzzle devono incastrarsi, le esigenze di questa nuova vita devono incastrarsi con quelle dei genitori. Le mamme, spesso e volentieri, sentono di non avere più tempo per sè, non hanno modo di dormire (intendiamoci: dormi quando dorme lui è una gran cavolata!), di potersi fare una doccia, una passeggiata in santa pace. 
Emilia come molte mamme sente il grande desiderio viscerale di non allontanarsi mai dal proprio figlio, di tenerlo stretto a se, di arrivare quasi a fagocitarlo per sentirlo ancora più vicino, più tuo. Questo desiderio è contrastato spesso dalla voglia di fuggire, di allontanarsi, di urlare: basta, non ce la faccio più! Voglio dormire! Voglio rilassarmi! E spesso scatta il senso di colpa, scendono lacrime calde che non si arrestano, che a volte non riesci neanche a percepire. Emilia alle 19:00 di ogni giorno inizia a piangere, il marito glielo fa notare perché lei non se ne è resa neanche conto.

L'unica cosa che so fare è dire Basta. Il primo pensiero, la prima reazione, la cosa logica che una mente logica può pensare e dire è Basta. E con orrore mi accorgo che non dico, ma lo grido, lo urlo contro questa casa vuota, contro di te in braccio che mi senti, che sentio il mio Basta crudele e assassino, tu che manco sai chi sono, riconosci la mia rabbia e la sai spiegare meglio di come me la so spiegare io. Tu urli, io urlo Basta, basta, basta. E poi mi accovaccio con te in braccio, l'unica cosa che so fare è sbagliata.
 
Emilia ha bisogno di sfogarsi, di qualcuno che le faccia alcune commissioni, i genitori la vanno a trovare e fanno cose che a lei non servono. La madre le racconta poesie che manco lei capisce e il padre piazza in casa una libreria per la bambina che ancora non sta neanche a sedere. Il sostegno e la comprensione sono fondamentali per una neomamma, potersi sfogare senza essere giudicata, aiutare una mamma senza sostituirsi a lei, sono azioni molto utili per il benessere psicofisico. 
Si parla spesso di depressione post-partum e talvolta anche di maternity blues, ma cosa sono?
La condizione di maternity blues è anche detta sindrome del terzo giorno, vi è un'incidenza tra il 50-80% ed emerge tipicamente 2-3 giorni dopo il parto per poi scomparire entro una decina di giorni circa. I sintomi riguardano la flessione timica di grado lieve, insonnia, ansia, disforia, labilità emotiva, sentimenti di inadeguatezza rispetto al proprio ruolo di madre. Le donne affette da questa condizione hanno un rischio di 3.8 volte superiore di sviluppare depressione post-partum. Essa si distingue innanzi tutto dal fatto che lo stato stato di umore alterato dura molto di più di 10 giorni, la mamma tende a non rasserenarsi, continua ad essere triste, nervosa, irritabile, a non volersi prendere cura del bambino, disturbi del sonno o dell'alimentazione per più di due settimane.
Come possiamo ben immaginare non possiamo sottovalutare questi sintomi per la buona relazione madre-bambino. Se la condizione di maternity blues sfocia in una depressione post-partum è necessario, oltre ad un clima di accoglienza e sostegno, rivolgersi ad uno specialista.
Cattiva è un libro vero, potente, che non lascia spazio all'immaginazione perché Emilia sa essere una di noi, racconta le sue esperienze in modo chiaro. Mi sono immedesimata in lei senza problemi dato che non tanto tempo fa sono stata una neomamma. La scrittura della Milone è diretta, cruda, va dritta al punto, dritta alle cuore di noi genitori e anche di chi non lo è. Le parole dell'autrice fanno vibrare le corde dell'anima, quelle più fragili e sensibili. 
Consiglio caldamente la lettura di Cattiva e faccio i miei complimenti all'autrice!

⭐⭐⭐⭐⭐
 
 
L'AUTRICE
Rossella Milone ha pubblicato per Einaudi La memoria dei vivi (2008), Poche parole, moltissime cose (2013) e Cattiva (2018). Per minimum fax ha pubblicato Il silenzio del lottatore (2015), e un suo racconto compare nella raccolta L'età della febbre. Per Avagliano, esce Prendetevi cura delle bambine, nel 2007, e per Laterza, nel 2010, Nella pancia, sulla schiena, tra le mani. Ha pubblicato svariati racconti in antologie. Collabora con diverse testate giornalistiche e coordina l'Osservatorio sul racconto Cattedrale (www.osservatoriocattedrale.com).

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