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RUBRICA: VIAGGIO NELLA LETTERATURA CON LA PSICOLOGIA

  Buon pomeriggio, eccomi qui con un nuovo appuntamento con la rubrica di psicologia in collaborazione con Thrillernord. Autore: Torey Hayden Traduzione: Silvia Piracant Editore: Corbaccio Genere: Narrativa Pagine: 349 Anno di pubblicazione: 2009   “Zoo Boy. Le gambe del tavolo erano le sbarre della sua gabbia. Si dondolava, con le braccia sopra la testa, come a proteggersi. Avanti e indietro, avanti e indietro. Un’assistente lo spronava a uscire da sotto il tavolo, ma senza risultato. Lui si dondolava, avanti e indietro, avanti e indietro. “Lo guardavo standomene dietro uno specchio-finestra. “Quanti anni ha?” chiesi alla donna che era alla mia destra. “Quindici”. Non si poteva dirlo più un ragazzo. Mi appoggiai contro il vetro, per vederlo meglio. “Da quanto è qui?” domandai. “Quattro anni.” “Senza mai parlare?” “Senza mai parlare.” La donna alzò gli occhi a guardarmi, nella tetra oscurità di quella stanza dietro lo specchio. “Senza mai far sentire il suono della sua voce”. Così

#97 Maregrigio di Vincenzo Restivo

Buongiorno, oggi pubblico la recensione di Maregrigio di Vincenzo Restivo, edito Officina Milena che ringrazio per la copia cartacea.

Maregrigio, Vincenzo Restivo, Officina Milena

 Autore: Vincenzo Restivo

Editore: Officina Milena

Pagine: 152

Data di pubblicazione: 19 giugno 2020

Genere: romanzo


Un sedicenne vittima di vessazioni omobofe, una ragazza in lotta con le imposizioni di genere e costretta dal padre a prostituirsi; due ragazzini che cercano riparo da una realtà marcia e brutale nei loro giochi da adulti; una madre che, per sfuggire alla monotonia della sua vita, inizia una relazione segreta con un coetaneo dei suoi figli adolescenti e deve fare i conti con il senso di colpa. Tutti, a Dragona, sono in attesa del miracolo della Madonna sull'Acqua che possa dare loro una nuova speranza di sopravvivenza. Un mare grigio, infermo e infetto fa da cornice a questo intreccio di vite sfiduciate, disilluse e alla deriva, che annaspano, in un crescendo di disperazione, alla ricerca di uno spiraglio di luce.


Se dovessi descrivere Maregrigio in poche parole direi pugno allo stomaco, questo è il libro in questione, senza grandi giri di parole. Leggere Maregrigio ha fatto risalire in me una vasta gamma di sentimenti ed emozioni forti e contrastanti, ho provato rabbia, disgusto, compassione, paura, vergogna, indignazione, tenerezza. Le tematiche trattate sono diverse e di quelle che ti impediscono di girare la testa dall'altra parte, che ti fanno riflettere, commuovere, arrabbiare e indignare. Restivo non usa giri di parole, ti serve su un piatto le più deplorevoli azioni che un uomo possa compiere. I personaggi sono tanti e ognuno ha le sue colpe o è vittima delle colpe altrui.           Abbiamo Teresa che, appena adolescente, è costretta a subire le violenze del padre e a prostituirsi per contribuire al bilancio familiare. La madre, a sua volta prostituta, è stata uccisa tempo prima. Teresa, come possiamo ben immaginare, prova disgusto per ciò che fa e per quel corpo che non riconosce, lei non vuole essere una femmina! Poi ci sono Enzo, Diego e Stefano, tre fratelli molto diversi. Enzo è omosessuale e nel suo paese ciò rappresenta una colpa, viene deriso e maltrattato. Diego e Stefano sono l'uno l'opposto dell'altro e si ritrovano in una situazione più grande di loro che pagheranno amaramente. Marisa, la madre, ha rapporti sessuali di nascosto con un amico dei figli, non senza sensi di colpa. Le vicende sono ambientate a Dragona durante i preparativi della festa della Madonna sull'Acqua che viene posta proprio sul mare. 

Arriva in pochi minuti sulla spiaggia, e poi sotto la Madonna. [...] Sembra quasi assuefatta, come se ne avesse abbastanza, le labbra schiuse in un sorriso breve che sfuma negli angoli della bocca. Pare stia lì per dire qualcosa, un sussurro. Ezio tende l'orecchio, ma è solo il vento del mare che pare un lamento. Sfiora il raso della veste e ne afferra un lembo sperando che abbia davvero il potere di dissuaderla da tutta quella contemplazione. Vorrebbe chiederle delle cose. E lo fa nella testa, senza parlare. Le racconta di Teresa, della colpa che si porta addosso per averla lasciata sola, le racconta di Ciano e di quell'umiliazione che gli toglie il fiato. Le chiede infine di smettere ogni cosa. Di dargli una tregua da quel dolore così feroce. 

I tempi del racconto sono brevi ma sono pregni di avvenimenti, alla fine del libro non ne puoi più. Troppa malvagità, disperazione, dolore da sopportare. Nonostante ciò non ci si riesce a staccare dalle pagine che calamitano l'attenzione del lettore, forse per la necessità di trovare un barlume di speranza in quell'umanita corrotta. Non vi dico ovviamente come va a finire, se alla fine ci si sente più ottimisti, più sollevati. Restivo ha un enorme talento nel raccontare la vita di uomini e donne, lo fa in modo diretto, asciutto, con parole secche, con termini dialettali. Forse ha calcato un po' la mano ma ha reso il suo libro incisivo, indimenticabile quindi non si può non sostenerlo. Ho molto apprezzato il suo stile, la sua prosa e vorrei leggere altro di lui.

⭐⭐⭐⭐⭐


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